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Mail del mese - Dicembre 2008
Articolo del 1-1-2009 a cura di Tessitori Riccardo
Tessitori Riccardo

Gli arbitri italiani
[IMJUDGES] Buon Natale Tex!
Esistono cinque livelli per gli arbitri; dopo anni e anni di lavoro, l’Italia ha finalmente un livello cinque; grazie a tutti.
 
Riccardo Tessitori
 
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ANNUNCIAZIONE! ANNUNCIAZIONE!
Tex è livello 5!!
E già, per chi se lo fosse perso, il biondo è stato nominato tale ai mondiali. Ora è uno dei 4 livelli 5 attivi nel mondo.
Ma come ci è arrivato? Quali sono le motivazioni?
Un rapido excursus di ciò che lo ha portato ad ottenere il massimo livello, visto dagli occhi dei testimoni.
 
MARCO "AMURO" RISSO
Correva l'anno 2003, anzi era appena iniziato quando decisi di diventare arbitro. A quei tempi venivano disputate le ISS (molti di voi le avranno lette solo nei libri di storia, ma erano una ficata) a Roma ed era una delle rarissime occasioni in cui si aveva possibilità di fare il test. A farlo ci sarebbe stato il temutissimo Fasciolo (peraltro unico arbitro conosciuto in tutta Italia). Insieme a me c'era anche una ragazza che molti di voi ora conoscono come la coordinatrice nazionale degli arbitri italiani :)
La prima volta che sentii di Tex era riguardo al PT Venezia, dopo poco emerse prepotentemente sulla scena come un ottimo arbitro e per giunta L3.
All'epoca non ero conscio che esistesse un altro L3 quindi rimasi molto sorpreso. A differenza di quest'ultimo poi, il biondo L3 era molto presente sulla scena nazionale facendo interventi su IMP (la mailing list dei giocatori di Magic) e dopo poco creò IMJ (quella degli arbitri di Magic) cercando di coinvolgere più gente possibile.
Il suo entusiasmo mi portarono prima al L2 e poi ad iniziare ad arbitrare i GP.
Sulla ML Tex teneva periodicamente dei quiz sul regolamento al fine di far appassionare la gente, di far crescere la coesione del gruppo e di vedere chi fossero i più interessati all'arbitraggio.
Tex si curava personalmente degli arbitri più promettenti ed entusiasti e li seguiva nella crescita. Il tutto a distanza, cosa mai successa prima!
Infatti c'erano aree di forte depressione arbitrale in quasi tutta Italia ad esclusione di Bologna (che ospitava un L3 che poteva crescere altri arbitri personalmente) e del Piemonte/Liguria dove imperversava Fasciolo.
Tex comunque non era soddisfatto dei risultati ottenuti, dato che si poteva far di meglio. Di lì a poco fece nascere www.internationalmagicjudges.net con l'aiuto di Simone Zanella ed il contributo di vari arbitri. Il sito divenne un ulteriore modo per avvicinare altre persone all'arbitraggio, per avere un archivio di documenti, per poter insegnare ad altri tramite articoli specifici e dando referenze degli arbitri visibili a chiunque.
In poco tempo il numero di L2 e L3 è cresciuto moltissimo, la coesione fra gli HJ dei PTQ e la consistenza dei ruling è diventata la norma rispetto ad un tempo quando il ruling dipendeva dall'HJ. Questo tutto prima che nascessero le nuove Penalty Guide.
Oltre a consolidare in questo modo la comunità locale Tex dava il suo contributo anche alla comunità internazionale.
Il suo impegno e la sua leadership lo hanno portato prima al L4 ed ora al L5, strameritatissimo. Ovviamente non è il solo artefice del successo della nostra comunità arbitrale, ma senza la sua guida e soprattutto la sua spinta a oggi non ci sarebbe questo gruppo che LUI ha fatto nascere. Ecco perché lui è un L5 :)
 
CRISTIANA DIONISIO
Ho conosciuto Riccardo ai nazionali di Roma 2003, a quel tempo si svolgevano a maggio. Ero arbitro di livello1 da pochi mesi, avevo sentito parlare di Tex come un arbitro severo, ma incredibilmente carismatico e che la sua conoscenza di Magic era vasta e profonda. Lo immaginavo come un omone grande e grosso con la barba lunga e gli occhi duri... Quando me l'hanno presentato sono scoppiata a ridere: Biondo, occhi chiari, magro come un chiodo...non faceva paura a nessuno! Ai nazionali abbiamo scambiato solo 2 parole, dopo i nazionali la mia passione per l'arbitraggio era notevolmente aumentata e volevo diventare subito L2 e scrivevo un po' a tutti per chiedere consigli e per risolvermi i dubbi di regolamento.
Riccardo fu molto disponibile e via mail mi ha aiutato tantissimo. Poi mi ha preso nello staff del ptq Firenze di cui era capo arbitro e da quel momento mi ha seguita fino all'esame.
E poi, vabbè, da cosa nasce cosa... Quando 2 persone hanno interessi e passioni comuni, è più facile stare bene insieme. E' anche un marito fantastico, per essere un buon arbitro conta anche questo :)
La sua ambizione, la sua passione e la sua costanza sono contagiose. Il livello 3 che ha preso a Berlino 2003 è stato solo l'inizio d una grande carriera. Al livello 4 c'è arrivato con perseveranza e voglia di fare sempre di più.
Riccardo ha sempre avuto una predilezione per l'insegnamento e per gli altri farebbe qualsiasi cosa. Da anni giornalmente scrive e risponde a tantissimi arbitri di tutto il mondo.
La comunità è per lui una famiglia e il suo lavoro è rivolto sempre ad essa.
Quando un arbitro pensa prima agli altri che a se stesso, quando il proprio successo si mette al servizio della comunità, allora il livello 5 è meritato ed è il successo di tutti noi.
 
DIEGO FASCIOLO
Era una domenica del lontano Ottobre 2001. La prima volta che intravidi seduto dietro a un tavolo dentro l'ufficio del direttore di Blues Brothers Milano un tipetto biondo e tutto serio, in attesa che il buon Bitez tornasse da lui per l'orale del suo esame. Io ero intento a squalificare l'ennesimo giocatore da un PTQ in corso in quel luogo con la mia proverbiale "calma" dell'epoca che tanto era famosa tra i giocatori e che mi è valsa la fama di "buono e di pacioso" molto diffusa nei primi anni della mia carriera.
All'epoca ero alle prime esperienze come HJ di un PTQ e Bitez (all'epoca judge coordinator) era a farmi da ciò che oggi verrebbe chiamato "shadow" o "EJ"; visto che non aveva molto da fare si dedicava a fare esami in modo approfondito.
A un certo punto mi chiama da parte nell'unica zona del negozio che non fosse stracolma di gente (chi si ricorda la densità di persone ai PTQ di BB Milano sa di cosa sto parlando) e mi mostra un foglio delle risposte del "mitico test A1", si proprio quello usato sempre uguale per 10 anni. Il punteggio conseguito era indubbiamente EMERITUS! (te lo ricordi vero? :P)
Già da allora guardava avanti, nemmeno era livello 1 e già ambiva a diventare direttamente Emeritus!
A quel punto Bitez mi disse qualcosa del tipo: "il test lo vedi, ma mi sembra un tipo serio e interessato, visto che ho tempo vedo se riesco a fargli fare il miracolo all'orale e vediamo se riesco a fargli recuperare questi SETTE punti". Altri tempi, altre regole, ma di sicuro devo riconoscere a Bitez di aver visto moooooooolto lontano. Non capitava quasi mai, nemmeno all'epoca, di vedere simili "rimonte".
Non ho avuto modo di assistere all'orale, ma deve essere stato davvero brillante e convincente.
Questa è l'unica "sbavatura" di SETTE anni di carriera oltre ogni modo eccellente.
Qualche mese più tardi mi chiamò Bitez x arbitrare il PTQ di Brescia, di solito era coperto da lui ma aveva avuto un imprevisto. Purtroppo anche io ero già impegnato e non avrei potuto disdire l'impegno. Boccabianca (un altro L2 attivissimo dell'epoca) era impossibilitato dai treni ad andare, l'altro L3 italiano dell'epoca non si muoveva ormai da anni dalla sua città e... mmmm... e basta :-) non c'era un altro L2+ nel raggio di 300 Km. Mi chiese: "ti ricordi quel Tessitori a cui ho fatto l'esame a Milano? che ne pensi?", "beh, visto che siamo nella merda e dobbiamo mandarci x forza un L1 di sicuro è la scelta migliore".
Questo solo a dimostrare in quanto poco tempo si era distinto su arbitri L1 "decennali" che arbitravano in Lombardia.
Quel PTQ fu un successo. La professionalità, lo stile, la classe con cui si presentò al parco giocatori lo inserì subito tra i più stimati judge italiani da parte della comunità dei giocatori e lo proiettarono verso un eccellente esame da L2 (sta volta il punteggio fu davvero eccellente) al GP di Napoli di poco tempo dopo.
Qui iniziò purtroppo il "periodo nero" del nostro rapporto di amicizia, tanto nero quanto importante per creare il legame che ci unisce ormai da 5 anni in modo molto stretto. L'interevento di Macchia Nera (chi sa, sa, chi non sa mi spiace, non sono affari vostri, ma se sto dicendo "macchia nera" e spesso ci vestiamo da bassotti una ragione ci sarà no? :P) minò reciprocamente la fiducia, la stima e il rapporto che fino a quel momento era buono ma solo professionale. Solo qualche mese dopo, a un famoso PTQ di Alessandria (no, non quello strapieno), andammo a cena insieme dopo il torneo e scoprimmo tutti gli altarini, tutte le menzogne, tutte le macchinazioni. So che è un messaggio di Natale e per il L5, ma scrivendo questo pezzo mi viene proprio dal cuore: Macchia Nera, MA VAFFANCULO!
La sua continua ricerca della trasparenza e della chiarezza ancora una volta avevano avuto la meglio. In quel pub messicano quella sera nacque una delle più salde e solide amicizie che abbia mai costruito in tutta la mia vita e di cui, oltre ogni rapporto professionale e oltre ogni legame col gioco, vado più fiero e a cui tengo di più. Sono certo che senza di Lui e del legame che ci unisce, avrei abbandonato l'arbitraggio già da molti anni perché da solo non avrei mai superato tutto quanto mi/ci è successo in questo periodo.
Insieme ne abbiamo passate di belle e di brutte, ma sono fiero che siamo sempre stati uniti e la fiducia reciproca non sia mai vacillata nemmeno per un istante, alla faccia di chi ha nuovamente provato a incrinare il rapporto sia professionale che personale. Un'unità che posso estendere indubbiamente anche ad altre persone e che costituiscono le fondamenta solidissime della comunità italiana di oggi e che sono la base di partenza per un gruppo solido e sempre in espansione sia in quantità che in qualità.
Tutto il resto è sotto gli occhi di tutti. La sua capacità di innovare il sistema: IMJ Mailing list, pubblica, aperta ma moderata minuziosamente, strumento di eccezionale crescita e promozione di una comunità all'epoca quasi feudale nella sua struttura (parole scelte non a caso, Tex capirà :P).
Il suo famoso foglio Excel che ancora esiste, fonte completa e inesauribile di informazioni su ogni judge italiano, del passato del presente e si, anche del futuro :) Il sito di IMJ, creato e curato da Zanella per la parte tecnica, ma fortemente voluto e ideato da Tex stesso. Oltre a mille altre iniziative in campo italiano e internazionale davvero innovative e sempre proiettate verso il futuro.
Più di tutto però, ciò che davvero lo distingue, è la sua reperibilità e disponibilità. Non esiste judge, TO, giocatore o semplice curioso che gli scriva o che gli chieda un parere/consiglio/aiuto, che lui ignori. E tutto ciò sempre con la massima umiltà e entusiasmo.
Non esiste livello 3+ che possiate vedere a fare QUALSIASI ruolo a QUALSIASI torneo, dall'HJ dei Mondiali all'aiuto FJ a un side event da 8 persone, con lo stesso entusiasmo, voglia, professionalità ed "energia" che ci metterebbe il più entusiasta dei neofiti. Se siete un judge e "sparite" per un po', state pur certi, verrete contattati prima o poi.
Il livello 3, il livello 4 e il livello 5. Beh... che dire. Non esiste ad oggi altro candidato che fosse così evidente e quasi "tardiva" la sua promozione da dover dire più "cavolo, era ora, così tanto ci hanno messo?" piuttosto che "davvero? ti hanno promosso, congratulazioni!". La sua leadership in Europa è palese e viene riconosciuta anche dallo stesso judge manager incazzato con te per quanto lo fai sfigurare con le tue idee e iniziative.
Congratulazioni meritate e sentite, mio caro amico. Il livello Emer.. emm. cinque te lo meriti proprio! EHI! CHE FAI? GUARDA CHE TI HO VISTO! (anche questa è per pochi)
 
LUCA SIMONE
Credo di essere uno degli arbitri più antichi, a livello arbitrale. Presi il livello 1 in tempi antichissimi ancor prima del buon Diego ( che a suo tempo mi chiese se potevo certificarlo ). Una volta sostenuto l'esame ho lavorato a stretto contatto con Diego, caro amico e mentore, in molti PTQ in giro per il nord Italia. Durante uno di questi, in una delle manifestazioni a Palazzo delle Stelline a Milano, vengo avvicinato da un ragazzo biondo dall'aria giovanissima e inesperta che inizia a prendere la lista d'attesa a penna su un foglio fuori dalla sala torneo. Quel ragazzo giovane che era ai suoi primi PTQ, si chiamava Riccardo. All'epoca non ho avuto grandi possibilità di frequentarlo in quanto lavoravo prettamente con Diego ma abbiamo cominciato a parlare via mail. Il suo spirito di iniziativa, le sue idee e il suo carattere deciso hanno dato un contributo molto forte alla trasformazione della nostra comunità. Un contributo che lo hanno portato a crescere, guadagnandosi prima il livello 2 e poi il livello 3. Ricordo il PTQ Massa ancora oggi, evento nel quale, a fine giornata sostenni con lui l'esame per il livello 2. Dopo quell'evento Riccardo è diventato mio mentore e grande amico. Si è sempre impegnato a spronare gli altri e a cercare attività costruttive e nuove idee per la nostra comunità, senza allontanarsi dagli altri come invece succede per livelli alti stranieri. Ha sempre tempo per un consiglio, una parola di conforto, una chiacchierata o semplicemente per ridere e scherzare. La sua capacità di socializzare è una delle doti che lo rendono unico.
Fra le sue qualità arbitrali, Riccardo è preciso e metodico. E' un lato del suo carattere che condivido e comprendo. Ha sempre idee innovative e brillanti. Ma la cosa migliore è che nonostante sia ormai livello 5 ha mantenuto grande umiltà.
Mi è stato vicino in ogni momento durante la preparazione per l'esame da livello 3 ed è stato parte della mia commissione. Ha capito le mie difficoltà emozionali in quell'occasione standomi vicino tutto il tempo. Se oggi sono un livello 3, lo devo anche ai suoi preziosi consigli e al tempo che mi ha dedicato.
Credo che John non potesse fare un regalo di Natale migliore dichiarando Riccardo livello 5 davanti a tutti noi. Credo di aver sentito la stessa emozione provata a Valencia.
 
MIRKO CONSOLE
Fra i livelli 3 sono sicuramente quello che conosce Tex da meno tempo di tutti... anzi, ho iniziato ad arbitrare senza averlo mai conosciuto. Era il 2004 e i commenti che sentivo nei suoi confronti erano contrastanti, ma non avevo avuto ancora l'occasione di parlarci. Il primo incontro avvenne ad un PTQ Parma... lui era HJ e io lì come semplice giocatore... e timidamente gli feci solo una domanda di regole. Poi ci fu il GP Rimini, ma anche questa occasione andò persa per conoscerlo: si stava sposando quello stesso week end.
Il giorno esatto in cui abbiamo arbitrato per la prima volta insieme si è smarrito nei miei ricordi, ma a poco a poco ho iniziato a scoprire il suo carattere, apprezzandolo sempre più sia come arbitro che come persona. I primi tempi la sua abitudine a interrogare mi creava un po' di ansia, ma è vero che è sempre stato aperto al dialogo con tutti, pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno. In Italia si è sempre impegnato tantissimo per migliorare il mondo arbitrale, facendosi conoscere e stimare anche da tutta la comunità mondiale.
Arbitrare con lui adesso è sempre un piacere che non manca però di riservarmi ancora qualche sorpresa: è l'unico livello 4+ che io conosca che dà una mano a distribuire il prodotto ai public event dei Mondiali!
Grazie per tutto l'impegno che continui a profondere in questo splendido gioco!
 
SIMONE ZANELLA
Correva il 2003. Ero un giovane e scarso giocatore di Magic, che ogni tanto si affacciava ai tornei più importanti. Ricordo che un weekend andai a Torino per una 2 giorni di Magic insieme al mio amico di sempre David Besso, il sabato c'era un GP Trial, e stavo iniziando a pensare di fare l'esame da arbitro per poter dare una mano nel mio CC. L'HJ era un biondino che mi avevano detto essere la persona giusta per chiedere informazioni, e che era sicuramente meno cattivo di un certo Fasciolo all'esame. Finii il torneo in posizione infima come sempre, e molto molto timidamente riuscii a malapena a chiedergli cosa dovevo fare (avevo rivolto la parola a un HJ!!), e venni dirottato sulla mailing list IMJ. Ai nazionali del 2004 superai l'esame, non con lui come mi aspettavo, ma ci ero riuscito grazie al suo prezioso supporto.
Ricordo anche il primo torneo in cui conobbi "dal vivo" Tex. 1 PTQ di Alessandria da x-mila persone, il primo da HJ di Luca Simone (conosciuto il giorno prima), con TO il da me sempre temuto Fasciolo. Tex giocava, Cri arbitrava. Sorvegliavo una stanzetta sperduta durante la costruzione dei mazzi. Una stanzetta non proprio facile, tutti volti noti (per loro, non per me) che ben se ne fregavano di un docile e impacciato neo-L1 come me. Ricordo che Tex venne a fare un giro li, e inorridendo al vedere tanti giocatori che facevano building assieme annientando le sue possibilità di volare al Pro Tour ^__^, mi intimò in maniera abbastanza stizzita di far cessare il casino. "Che bella figura che ho appena fatto, e proprio con uno di quelli che contano, sono finito", pensai.
E invece, conobbi nei mesi a seguire come lavorano gli arbitri "veri". Mi aiutò a analizzare i miei errori, mi indicò come fare a gestire i rapporti con i giocatori, e soprattutto mi mostrò che gli arbitri non sono persone a sé stanti pronte a subire tutte le volte una valutazione decisiva, ma sono un "gruppo" che si aiuta, si migliora e cresce assieme.
Quello che è venuto dopo, è troppo per essere scritto, sia per quantità, sia per importanza, e ho scelto per l'occasione semplicemente di ricordare qui come ho "conosciuto" Tex. Chi è Tex e cosa fa oggi è sotto gli occhi di tutti, per questo non mi stupisce che ora abbia un bel L5 a fianco al nome quando cerco la sua scheda su IMJ. Anzi, quando ho visto che alcuni L5 avevano mollato, ho pensato: "è giunta l'ora del pinguino" ^__^
Se penso a 4 anni fa, non avrei mai pensato di essere dove sono ora. Ero un giocatore di Magic di provincia come tanti. E poi Tex mi ha aiutato a capire le mie potenzialità, e ora mi ritrovo a far parte di questo mondo, dove nemmeno 3 livelli di differenza ti fanno sentire in soggezione di fronte a un L5, perché quando c'è lui, ti fa capire ciò che conta veramente è il gruppo, non il singolo! Grazie Pinguino Biondo!
 
DANIELE MONTERISI
Sono arbitro da ormai più di dieci anni e ho seguito l'evolversi della figura del Judge dei tornei di Magic sin dal lontano 1995, quando i nazionali furono arbitrati da tale Mischa dal Belgio, che non capiva ovviamente una parola di Italiano. Ho avuto quindi la possibilità di conoscere molti arbitri di alto livello, dapprima soprattutto come giocatore, poi come "collega".
La mia posizione di "livello 2" per molti anni è rimasta semplicemente una cosa necessaria ad arbitrare i regionali, fondamentalmente quelli pugliesi, i PTQ locali (e non sempre), ed ero un punto di riferimento locale per domande di regolamento.
Ad un certo punto si è cominciato a sentire, anche ai ptq locali, che le cose stavano cambiando e i giocatori stessi richiedevano una uniformità maggiore, non tanto sulla gestione dei problemi regolamentari, ma sulla gestione dei tornei in generale. Contemporaneamente ho cominciato a sentir parlare di questo arbitro che nel lontano nord aveva iniziato una carriera improntata ad un comportamento estremamente ferreo e severo. Infine ci siamo conosciuti personalmente ai nazionali di Roma (2004), in cui io vestivo i panni di giocatore, e la sensazione di un giudice inflessibile e anche un po' troppo severo rimase. In quel periodo c'è poi stato il rinnovo dei L2, e le "richieste" per mantenere il livello erano molto più chiare e impegnative rispetto al passato. Non era possibile contemporaneamente non notare che anche il livello di gestione ed arbitraggio dei tornei stava cambiando molto però.
Ricordo ancora tornei iniziati anche 2 ore in ritardo, con finali terminate alle 3 di notte, gestione dei tempi e dell'arbitraggio molto "amatoriale" etc etc... beh col passare del tempo si sentiva nell'aria che qualcosa stava cambiando e che i giocatori stessi non sopportavano più bene questi problemi: qualcuno stava dimostrando che erano evitabili.
Nella preparazione del rinnovo i miei contatti con Riccardo si sono moltiplicati e parlando, in pratica per la prima volta, dell'importanza dell'uniformità nei tornei mi sono reso conto di alcune cose: che quella che può sembrare una decisione "esagerata" (GL per lista al bambino di 8 anni al primo torneo, mentre è al tavolo 80 di un ptq extended con il mazzo precostruito) è in realtà giusta e necessaria, per esempio. Inoltre quei colloqui mi hanno fatto capire che è fondamentale inserirsi in una squadra che possa discutere di ogni dubbio per migliorare il servizio che tutti dobbiamo offrire ai giocatori. Soprattutto Riccardo mi ha aiutato a capire se volevo davvero restare L2 e che esserlo era molto di più di quanto non fosse stato fino a quel momento.
Alla fine negli ultimi anni, fatto il rinnovo e inseritomi nella comunità arbitrale in maniera più completa, più di una volta sono rimasto sorpreso da come proprio Riccardo sia quello che assume le mie stesse posizioni relativamente "morbide" e che sia quello che quasi sempre, nel dubbio, resta dalla parte del giocatore, smentendo così completamente le prime impressioni!
In conclusione quello che sento di dire è che dal 1995 ad oggi c'è un abisso di differenza nell'arbitraggio dei tornei, tante cose sono migliorate moltissimo: le PG continuano a subire trasformazioni (niente più GL per una carta guardata per errore mentre peschi, per dirne una), la comunità arbitrale rende molto più facile mantenere l'uniformità di giudizio e di gestione e di conseguenza i tornei sono migliorati enormemente... e tutte queste cose sono passate attraverso, e spesso addirittura partite da, una persona che adesso vede meritatamente riconosciuto il suo lavoro: complimenti per il tuo L5 Tex, non ti fermare mai! ;)
 
DAVIDE SUCCI
Era la primavera del 2006, e a poco tempo dal mio esame da arbitro decisi che volevo conoscere il fantomatico Tex, mi offrii quindi volontario per il ptq Firenze. Quel giorno fu abbastanza particolare: ero al mio secondo ptq, e l'amico biondo appena conosciuto decise di divertirsi un po' con me, saltando fuori da dietro le colonne quando meno me l'aspettavo con domande su regole e altro. Il mio ptq si era quindi trasformato in un esamino... come dire, Tex style! :-)
L'esperienza fu davvero positiva, Riccardo fu capace di darmi lo stimolo giusto per intraprendere il mio percorso ed arrivare dove sono ora nel mondo arbitrale.
In questi due anni e mezzo ci siamo spesso confrontati, e qualche volta anche scontrati. Non mi dilungherò elencando tutte le sue qualità, sottolineerò la cosa più importante, l' aver trovato un ottimo amico oltre che un esempio da seguire in quello che anche grazie a lui è diventato un bellissimo hobby.
Complimenti per il tuo strameritato L5 teccsssss!!!!!!
 
FRANCESCO SCIALPI
Conobbi Riccardo di persona al mio primo GP, a Napoli. All'epoca eravamo entrambi livello 1.
Dopo alcuni mesi, declinai un invito ad arbitrare le ISS di Roma (preferivo giocare). Il giorno del torneo, Tex era lì ad arbitrare, e mi meravigliò un po' vedere un arbitro della zona di Torino fare tutta quella strada per arbitrare un torneo.
Tra i mille attestati di stima che si possono rivolgere a Tex, il mio personale é il seguente:
ricordo una sua review, negativa, nei miei confronti, come una buona review.
Tex spiegava chiaramente cosa sbagliavo, e come potevo migliorare, e ricordo non solo di aver seguito il consiglio che mi venne dato, ma anche di averlo girato a mia volta ad altri arbitri e aspiranti tali.
Chi conosce la mia opinione sulle review, capirà che é un gran bel complimento! :))
Quando Tex prese il livello 3, fui io ad annunciarlo in lista IMJ.
Quando ha preso il livello 4 e Cristiana il livello 3, optai per un piccolo omaggio floreale.
Ora l'Italia ha un livello 5, ma soprattutto ha tutto quello che questa persona, in tutto o in parte, ha costruito: la lista IMJ, il sito IMJ, una community arbitrale preparata e coesa come pochissime al mondo. Non saprei veramente che altro aggiungere.
 
ENRICO BOCCABIANCA
Ci sarebbero 1000 momenti da raccontare, ma su 2 piedi me ne vengono alcuni in particolare:
Il primo ricordo che ho di Riccardo è ad un torneo ad inizio 2002 a Forlì (ISS o PTQ non ricordo bene), era il tempo del Blocco Odissea e durante quel torneo Riccardo, non ancora a me noto come TEX, "il biondo" mi avvicinò e iniziò a farmi 1000 domande sulla carta "Standstill"... in lui già iniziava a delinearsi la passione per le regole e la caratteristica di fare quiz di Magic ;)
Alcuni mesi dopo lo ricordo in stazione a Milano venuto a salutare il pullman che partiva per il PT Nice.
Il terzo flash che ho è ai mondiali di Berlino che lo consacrano L3.
Da quel momento in poi Riccardo ha iniziato a mettere le basi di quella che è l'attuale classe arbitrale italiana, riconosciuta da tutti come una delle migliori al mondo!
Riccardo, Grazie per la passione e l'impegno che in questi anni hai messo a disposizione di tutti! Congratulazioni!
 
MATTEO "KALLE" CALLEGARI
Essere un giocatore italiano di Magic e non aver mai sentito parlare di Tex e' assolutamente impossibile. Ma quello che si sente in giro, spesso e' solo una piccola parte della verità.
Ai Nazionali di Rimini del 2006 stavo sostenendo l'esame per la certificazione di primo livello. L'esame lo affrontai con molto spirito d'avventura e un pizzico di incoscienza. Reduce da tre giorni senza dormire nelle notti estive di Rimini, indossavo una fantastica maglietta di Yu-gi-oh comprata sulla spiaggia durante la notte precedente e facevo letteralmente fatica a centrare le lettere per segnare le risposte corrette nel test. Riuscii a centrarne giusto a sufficienza per poter sostenere l'orale, che però mi preannunciarono particolarmente sostanzioso.
E infatti arrivò lui, il biondo arbitro più famoso d'Italia. :)
Non nascondo la mia emozione e la mia preoccupazione: sarà sicuramente severissimo e un po' irraggiungibile dall'alto della sua sapienza. E invece durante quel paio d'ore di "torture" imparai proprio da Tex due lezioni fondamentali.
La prima: per ottenere un risultato da una persona (o da un team) devi essere in grado di comunicare con lei (o loro). Tex si mise sul mio stesso livello, mi incoraggiò e ottenne da me risposte che io stesso non sapevo di avere. Insomma, tirò fuori il meglio di me.
La seconda: si può lavorare seriamente e professionalmente scherzando.
Ricordo ancora le esatte parole dell'ultima domanda: "Matteo, finora e' andato tutto bene, ma e' rimasta la domanda più difficile, quella da cui dipende l'esito del tuo esame. Sei pronto?" Io deglutii un po' spaventato e annui con la testa. "Hai intenzione di arbitrare vestito così?". Attimo di sconcerto (ricordate la mia maglietta comprata in spiaggia?) e risata fragorosa condivisa da tutti. :)
Purtroppo la distanza geografica non mi ha permesso di avere molte occasioni per arbitrare con Tex, ma nel corso degli ultimi due anni ho avuto diverse occasioni di lavorare con Tex per il sito IMJ, e voglio condividere un'ultima lezione che ho imparato.
Un grande progetto si costruisce con le piccole cose.
A tenere insieme tutto il sistema sono i 5 minuti al giorno per scrivere una mail, un riassunto, per tradurre un pezzo di un articolo. Quando facciamo qualcosa, per piccolo che sia, tutti gli altri ne potranno trarre beneficio.
Grazie Tex per tutto quello che hai fatto per far crescere me e tutta la comunità arbitrale italiana. Siamo orgogliosi di te!