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Report Eternal Weekend 2018
Articolo del 21-6-2018 a cura di Romano Luca
Romano Luca

 
Come molti di voi sanno, l’edizione europea dell’Eternal Weekend è da sempre uno dei miei tornei preferiti, tanto che ogni anno mi sforzo di andare ad arbitrarlo anche quando il compenso a malapena mi ripaga delle spese.
Quest’anno, il judge manager dell’evento mi contatta in anticipo chiedendo se sono disponibile in quella data, e io mi impegno volentieri ad esserci; poche settimane dopo viene annunciata, in quello stesso weekend, la conference internazionale di Praga, alla quale anche avrei partecipato volentieri… ma nella vita bisogna fare delle scelte.
 
Così, venerdì pomeriggio stacco dal lavoro e vado dritto dritto in aeroporto, pronto e carico per due giorni di figurine vecchie nella splendida Parigi.
Cosa rende l’eternal weekend così speciale per me?
1. Legacy è il formato che preferisco giocare, quindi quello che conosco meglio (mazzi, metagame, match-up, interazioni tra carte), quindi quello dove posso sicuramente dare di più al torneo.
2. Alcuni formati sono giocati a livello competitivo solo in questo evento nel corso dell’anno, ad esempio Duel Commander, Old School e Vintage: le interazioni tra carte in questi formati sono spesso complicate e portano al limite la nostra conoscenza delle CR. Inoltre, le stesse policy non si applicano sempre “perfettamente” alla situazione che abbiamo davanti, quindi occorre un po’ di elasticità mentale nel dare certi ruling.
3. L’eternal weekend è un evento che si svolge in Francia, con uno staff quasi interamente francese, ma dove da anni si respira la stessa atmosfera internazionale di un GP: questo per far sentire a loro agio gli “ospiti” stranieri come me. È quindi un evento dove mi sento sempre benvenuto e a casa.
 

Sabato: Main Event Legacy.

Il Legacy del sabato vede presenti poco più di 300 giocatori, che si sfidano per un montepremi parecchio elevato. Il tasso di competitività è ovviamente parecchio alto.
Il capo arbitro è Alexis Rassel, L3 francese molto esperto, ma che non frequenta spesso il formato.
Al secondo turno mi trovo già a dare il primo ruling interessante della giornata.
 
 
Un giocatore inizia il suo turno; stappa, pesca in fase di acquisizione (aggiungendo la carta alla mano) e immediatamente dopo si accorge di controllare Sylvan Library, e vi chiama. Cosa fate?

 
Al terzo turno un giocatore mi chiama dicendo di essersi dimenticato di togliere delle carte che aveva sidato nel game precedente, più precisamente delle Surgical Extraction. Guardando in tavola vedo il 4x degli Inkmoth Nexus del suo avversario allineati in quella che sembra essere la zona d’esilio: gli chiedo se ha giocato la carta, e ammette di averlo fatto, e di aver chiamato l’arbitro perché il suo avversario ha correttamente indovinato che Surgical Extraction non fosse una carta di main. Coinvolgo l’HJ e il giocatore viene squalificato.
Successivamente vengo spostato al main event Old School. L’Old School è un formato dove le carte permesse sono solo quelle stampate nei primi 2 anni di MTG, quindi fino all’espansione The Dark: la curiosa compresenza di carte dal power level altissimo (le P9, Library of Alexandria, Mana Drain, etc.) con creature dal power level piuttosto basso (le creature più forti sono Serendib Efreet e Juzam Djinn) lo rendono un formato piuttosto curioso, dove i ribaltamenti di fronte sono costanti. Il principale problema del formato, comunque, è il fatto che i giocatori sono molto amatoriali, e tendono a chiamare poco l’arbitro e ad “aggiustarsi” le cose tra di loro.
La carta più divertente del formato è senza dubbio il Chaos Orb, che qui è legale: i giocatori chiamano spesso per verificare la “correttezza” del lancio (che è solitamente un lasciar cadere dandogli un po’ di momento di rotazione in partenza, per fa sì che “flippi” come richiesto dalla carta).
Il torneo Old School fila comunque liscissimo, e torno a seguire la top8 del Legacy, per puro piacere personale, prima di rientrare a casa di mio fratello a Montmartre.
 

Domenica: Main Event Vintage

La domenica ho l’onore di essere il capo arbitro del Main Event Vintage, sicuramente il torneo con i mazzi più costosi d’Europa. Anche qui, molti giocatori sono amatoriali e giocano per pura passione, ma a differenza del giorno prima il torneo non è solo arbitrato come se fosse competitivo: è anche sanzionato come tale, e i premi sono piuttosto grossi.
Alcuni mazzi, tuttavia, valgono decisamente più dell’intero montepremi - per essere precisi, alcuni mazzi hanno un valore che può arrivare a sfiorare le centinaia di migliaia di euro: per questo motivo i deck check vanno fatti in maniera particolarmente sensibile. Creiamo quindi due aree deck-check (abbiamo sufficiente spazio a disposizione) e offriamo ai giocatori la possibilità di assistere l’arbitro mentre controlla il mazzo: i due deck-check avvengono in due luoghi distanti, quindi i giocatori non hanno la possibilità di vedere il mazzo dell’avversario.
Nel caso un giocatore non voglia alzarsi per assistere al deck-check, gli chiediamo di contare le carte di fronte a noi prima di prelevargli il mazzo, e nuovamente quando glielo restituiamo: è davvero importante garantire la massima trasparenza quando si opera con valori monetari del genere.
Verso la fine del quarto turno, un giocatore chiama l’arbitro sostenendo che le carte del suo avversario sono false: come prova, le pesa con un bilancino di precisione, usato da molti collezionisti e commercianti di carte di valore. Il peso di una carta “normale” dovrebbe essere intorno ai 1,78 grammi. Queste pesano 1,85, quindi troppo. Osservando le carte io stesso, appaiono comunque grossolanamente falsificate: assolutamente troppo plastificate per essere vere, soprattutto per essere del ‘93-’94.
Comunico al giocatore che non può proseguire il torneo con queste carte, e gli chiedo se vuole droppare: in questo modo posso far partire il turno successivo, e durante il turno, con calma, posso chiedergli dove ha preso queste carte, chi gliele ha vendute o prestate, e via dicendo. Le sue risposte mi convincono molto poco, quindi alla fine decido di squalificarlo.
 
Una curiosa domanda di regole che mi viene fatta riguarda l’interazione tra Oath of Druids e Grafdigger’s Cage.
Cosa succede quando l’abilità di Oath risolve?

 
 
Un’altra interazione interessante riguarda Trinisphere, Sphere of Resistance e carte con Delve (ad esempio la ben nota Treasure Cruise): come interagiscono i costi aggiuntivi con Delve?

 
 
Durante i Top8 un giocatore casta Dig Through Time esiliando alcune carte, le mette in esilio con altre già precedentemente esiliate, poi ci ripensa e vuole cambiare la sua scelta; l’avversario sostiene che nel momento in cui le carte hanno toccato le altre la scelta dovrebbe essere definitiva, chi ha ragione?

 
L’evento si conclude con i giocatori presenti molto soddisfatti, al punto che il TO afferma di non aver ricevuto mai così tante congratulazioni e ringraziamenti, il che è una enorme soddisfazione anche per noi; il weekend si chiude quindi in bellezza (e riesco anche ad acquistare a prezzo scontato una carta per pimpare il mio deck).
Dal glorioso passato di Magic è tutto. All’anno prossimo.
 
Luca Romano
 

Revisione: Carpanedo Matteo, L2