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Alterazioni fantastiche e dove trovarle
Articolo del 21-6-2017 a cura di Malvisi Martina
Malvisi Martina

 
Una parte fondamentale dell’appeal del gioco di Magic risiede sicuramente nelle illustrazioni sulle carte. Le immagini ci permettono di riconoscere con facilità le magie giocate, i permanenti in campo e soprattutto rendono colorato e variegato il gioco. Come si dice, anche l’occhio vuole la sua parte. Questa frase è talmente vera che negli anni sono stati introdotti sempre più prodotti, legati a Magic, per consentire ai giocatori di personalizzare la propria esperienza di gioco: bustine, dadi, blocchetti segnapunti, tappetini, porta mazzo. In pratica, ogni aspetto è divenuto personalizzabile. 
 
Da qui, il passo è stato breve fino ad arrivare a chiedersi: perché non personalizzare le proprie carte? Il fenomeno si è espanso rapidamente e, nonostante interessi solo una minoranza dei giocatori di Magic, è comunque sufficientemente diffuso da far sì che la Wizards of the Coast stessa si sia interessata a quanto stava succedendo, al punto da introdurre nei documenti ufficiali una clausola sulla giocabilità degli artwork nei tornei sanzionati. Alcuni potrebbero pensare “e perchè mai non avrebbe dovuto?”. Beh, se ragioniamo un attimo ci possiamo rendere conto, senza entrare in ambiti legali, che la migliore pubblicità per il gioco è veder giocare il gioco stesso. Le partite di Magic costituiscono certamente una grande attrattiva, e spesso i principali eventi vengono trasmessi in  streaming. Quindi, quale pubblicità riceverebbe il gioco se vedessimo un giocatore che usa carte di Magic con sopra raffigurate illustrazioni di  Yu-Gi-Oh! o Pokéemon? Sicuramente non verrebbe promosso il prodotto Magic, ma qualcos'altro. 
 
 
Ma quindi, quali sono i requisiti per far sì che una carta artworkata sia giocabile in tornei sanzionati? Le Regole di Torneo (MTR da qui in avanti) ci vengono in aiuto. Per l’esattezza si ha che:
 
MTR 3.3 - Carte autorizzate
 
[....] Le modifiche artistiche sono accettabili ai tornei sanzionati, a patto che le modifiche non rendano l'immagine della carta irriconoscibile, contengano consigli strategici sostanziali o contengano immagini offensive. Le modifiche artistiche, inoltre, non devono coprire o cambiare il costo di mana o il nome della carta.
 
Il Capo Arbitro ha l’autorità per decidere se una carta è utilizzabile in un torneo.
 
Questa regola fa capire chiaramente che, una volta alterata, non c’è più la matematica certezza che una carta possa essere giocata in un torneo sanzionato. Vediamo di analizzare nello specifico quanto appena detto.
 
 

Piacere, come ti chiami?

Il nome è una delle informazioni più importanti che troviamo stampate sulle carte. Dal nome possiamo identificare in maniera univoca l’oggetto che abbiamo in mano o che il nostro avversario sta per lanciare (basti pensare anche a quanto chiediamo di consultare l’Oracle Text di una carta). Se la carta è famosa, o molto giocata, basta il nome per portarci alla memoria tutte le informazioni che servono. Se  nomino Tex, vi tornerà alla mente un arbitro biondo, con gli occhiali, che è stato a lungo L5, e che spesso indossa una camicia rossa. Allo stesso modo, se vi parlo di un Cryptic Command saprete che parlo di un istantaneo blu, con 4 modi, di cui uno è pescare.
In pratica, il nome ci aiuta a identificare la carta; esattamente come, nella vita reale, ci aiuta ad identificare l’amico che l’altro giorno ha avuto un’avventura strabiliante. 
 
Un altro dato fondamentale è il costo di mana. Grazie a pochi simboli siamo infatti in grado di sapere il colore della carta/magia/permanente, l’ammontare di mana che deve essere speso per poter lanciare quella magia e fare le nostre valutazioni sul poter usare un Abrupt Decay su quel permanente, o valutare se il mio Chalice of the Void sarà in grado di neutralizzare la magia appena lanciata. 
 
Quanto sopra riportato è stato applicato dalla Wizards of the Coast per la stampa delle carte textless, come appunto il Cryptic Command nell’immagine, e la stessa filosofia è stata poi applicata nella stesura delle regole inerenti gli artwork (MTR 3.3).
 
 

Il nome non mi dice niente, hai per caso una foto?

Chi ha esperienza come giocatore di formati Costruiti sa che spesso non viene annunciata la magia che si intende lanciare, bensì viene mostrata la carta. Nessuno a quel punto si metterà a leggere il nome scritto su di essa, ma basterà uno sguardo per riconoscerla e sapere a cosa si sta andando incontro. L’illustrazione costituisce quindi una delle principali fonti di informazione, che ci permette di sapere in un attimo tutto quello che abbiamo bisogno di conoscere per costruire la strategia di gioco. Basti pensare a quanto sarebbe difficile poter giocare una partita di Magic se non esistessero le illustrazioni sulle carte, ma rimanesse il testo completo di tutte le abilità su una carta perfettamente bianca. 
 
Per questo motivo l’immagine originale della carta non deve essere eccessivamente modificata. Qual è il punto di non ritorno? La valutazione è demandata al capo arbitro dell’evento, poiché è impossibile stabilire un criterio univoco ed universale, soprattutto se consideriamo la quantità di variabili che possono essere presenti in una alterazione. In fin dei conti la fantasia umana è infinita.
 
 
 
Un altro aspetto che il capo arbitro è chiamato a valutare è l’eventuale presenza di consigli strategici (sono accettati consigli strategici che non siano ritenuti sostanziali) o di elementi offensivi. Come si può facilmente immaginare, anche in questo caso è pressoché impossibile individuare una netta linea di demarcazione tra ciò che è ritenuto accettabile e ciò che invece non lo è. Ad esempio, quello che in Italia può risultare volgare od offensivo può non suscitare la stessa reazione in Giappone, e viceversa. La valutazione in questo caso tiene pertanto in considerazione non solo elementi legati al gioco di Magic, ma anche aspetti culturali. Se vi capita di prendere parte a tornei internazionali sarà pertanto indispensabile tenere a mente questo aspetto, sia che siate arbitri, sia che siate giocatori.
 
 
E’ pertanto fondamentale far valutare le proprie carte dal capo arbitro prima di iniziare l’evento, in modo da essere sicuri che siano giocabili, e portarsi dietro eventuali copie non alterate, così da poterle usare al posto delle altre in caso di problemi.
 
Cosa potrebbe succedere nel caso in cui non lo faceste? Nella migliore delle ipotesi niente, poiché l’artwork rispetta tutti i canoni, nella peggiore delle ipotesi invece potrebbe venirvi richiesto di sostituire la carta con una identica non artworkata o, in caso non riusciste a trovarla, con una terra base a vostra scelta. Oltre a questo, vi verrebbe assegnata la penalità adeguata in base all’infrazione riscontrata.
 

Guardare oltre le apparenze

Se un artwork rispetta quanto detto in precedenza avrà buone probabilità di essere giocabile all’interno di tornei sanzionati. Ci sono tuttavia altri aspetti da valutare. Il primo tra questi è lo spessore della carta. Normalmente infatti, le alterazioni vengono eseguite dipingendo con pittura acrilica sulla carta. Questo comporta un inevitabile aumento di spessore, che può essere impercettibile oppure significativo. 
 
Un altro aspetto da valutare è la pulizia del bordo superiore della carta, che risulta sempre visibile dall’apertura delle bustine protettive. Pitturando è facile sporcare tale area, pertanto è altresì facile che la carta possa risultare riconoscibile all’interno del mazzo. 
 
Infine, gli artwork si comportano esattamente come le foil: una volta che il colore sarà asciutto costituirà una barriera per l’umidità, esattamente come il layer foil delle carte, e farà sì che la carta possa imbarcarsi a “tegola” in caso di ambienti particolarmente umidi. Più l’alterazione sarà estesa più questo fenomeno tenderà a verificarsi. Pertanto le normali raccomandazioni per le foil valgono anche per gli artwork.
 
Dulcis in fundo, il peeling foil non è generalmente accettato ai tornei sanzionati, poiché altera sostanzialmente lo spessore della carta, oltre a renderla spesso irriconoscibile o confondibile con altre.
 
Ricapitolando:
 
  • il nome della carta e il costo di mana devono essere presenti e non alterati
  • l’immagine originale deve essere riconoscibile
  • non devono essere presenti suggerimenti strategici sostanziali
  • non devono essere presenti immagini o scritte offensive
  • lo spessore della carta non deve essere significativamente alterato
  • il bordo superiore della carta deve rimanere pulito
  • ogni alterazione deve essere mostrata al capo arbitro dell’evento per essere valutata
 
Credits:
 
Klug Alters
DC Alters by Chris Dufour
Ellie Shakirova MTG Alterations
Kevin Altered

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Revisione: Danilo Raineri