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Interviste internazionali - Episodio 2
Articolo del 3-5-2017 a cura di Romano Luca
Romano Luca




Alcuni arbitri internazionali vengono spesso in Italia. Altri, non si perdono un GP. Alfonso Bueno è stato molte volte in Italia, e tra pochi giorni sarà il capo arbitro del GP Bologna 2017. Abbiamo voluto conoscerlo meglio, facendogli qualche domanda.

Ciao Alfonso. Tu sei stato il capo arbitro dell’ultimo GP Bologna, e sarai il capo arbitro del prossimo GP Bologna. Cosa c’è di speciale nei GP Italiani che ti rende così entusiasta di arbitrarli?
Le persone. I giocatori italiani, gli organizzatori, gli arbitri. In un certo senso sono molto simili agli spagnoli: sono amichevoli, e gentili. È un ambiente in cui mi sento molto a mio agio ad arbitrare.

Tu hai lavorato moltissimo con le tre camice rosse italiane: Riccardo, Cristiana e Matteo. Cosa hanno in comune? Com’è lavorare con loro?
È molto piacevole lavorare con loro. Beh, onestamente credo di avere un buon rapporto lavorativo con tutti i capi arbitri, ma con quelli italiani mi trovo particolarmente bene perché sono flessibili, capaci di adeguarsi alle circostanze. Come me, gli piace pianificare, ma sanno fare dei cambiamenti in corsa per creare dei risultati migliori per tutti.

Parliamo degli arbitri italiani. In che cosa sono particolarmente bravi? E in cosa invece dovrebbero migliorare?
Tutti gli arbitri italiani? Non saprei, è davvero difficile generalizzare, ho lavorato con moltissimi di loro. Se penso agli arbitri spagnoli ce ne sono molti bravi e altri più deboli. Non riesco davvero a trovare un tratto comune.

Qual è il tuo cibo italiano preferito?
Oh, nessuno. Purtroppo io sono celiaco, e praticamente tutti i vostri piatti migliori contengono glutine. Mi piace la carne italiana, quando vado in Italia mangio prevalentemente carne.

Qual è il tuo GP preferito in carriera?
GP Rimini 2002? Credo. Era il mio primo GP fuori dalla Spagna. Era molto tempo fa: ricordo che si svolgeva all’interno di una convention con un sacco di altri giochi. C’era un sacco di rumore e un sacco di persone, il GP occupava un piano del centro congressi. Cristiana era nel mio team, eravamo entrambi novellini. Incontrai anche Riccardo, il capo arbitro era Silvio Vitali. C’era anche Diego Fasciolo.

Tu sei uno degli arbitri più “vecchi” al mondo. Quando hai iniziato ad arbitrare?
1998? Forse 1997. Ricordo il giorno, era l’11 marzo, il giorno dopo il mio compleanno. Ma sono stato inattivo fino al 2001, quindi mi considero un arbitro vero solo dal 2001.

Come si è evoluto il programma arbitrale in questi quasi 20 anni?
Oh, è cambiato totalmente. All’inizio era qualcosa di piccolo, per un gioco piccolo, e il nostro unico obiettivo era quello di tenere i giocatori sotto controllo. Ogni minimo errore che potesse essere sfruttato da un baro era penalizzato con un Match Loss. Oggi ci siamo evoluti e il gioco è più accogliente, e cerchiamo di non penalizzare in maniera eccessiva. Questo cambiamento nella filosofia delle policy ha influito anche sul comportamento degli arbitri. All’epoca erano autorità che decidevano l’applicazione delle regole e delle policy: oggi siamo persone che aiutano i giocatori a passare una bella giornata, a divertirsi, e le penalità più severe vengono applicate solamente in circostanze estreme.

Tu sei di recente diventato Program Coordinator, da 6 mesi. Per tutti gli italiani che non seguono i canali di comunicazione internazionali, come spiegheresti il tuo ruolo?
La principale responsabilità dei Program Coordinator è quella di gestire i progetti internazionali, un po’ come fanno i Coordinatori Regionali per la community. Ad esempio, Cristiana in Italia coordina i leader dei progetti e si assicura che abbiano sempre le risorse per fare un buon lavoro: i Program Coordinator fanno lo stesso, ma su scala globale. Ci sono progetti che funzionano meglio su scala regionale, ad esempio la certificazione degli L1, e altri che funzionano meglio su scala globale, ad esempio la certificazione degli L3. La nostra responsabilità è di coordinare queste sfere e assicurarci che le necessità del programma siano coperte - sia quelle attuali sia quelle che si potrebbero presentare in futuro.

Ultima domanda: i livelli 3 italiani, tu li hai conosciuti tutti, più o meno. Descrivi ognuno di loro con due parole.

Riccardo: Mentore, Adattabile.
Cristiana: Entusiasmo, RC
Matteo: Spreadsheet, Saper comportarsi
Walter: Aneddoti, Idee ingegnose
Davide: Problem-solving, Birra
Salvatore: Esperienza, Community
Piero: Nuovo, Chiacchierone
Luca: Internazionale, Schietto
Gianluca: Positivo, Flessibile

E per questa intervista è tutto. Potrete conoscere di persona Alfonso al GP Bologna.