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Glaring Spotlight: Andrea Mondani
Articolo del 8-7-2016 a cura di Boccalari Marco
Boccalari Marco


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Tutto quello che avreste voluto sapere sugli arbitri ma non avete mai osato chiedere!

Ciao a tutti e benvenuti a questo nuova edizione di Glaring Spotlight, la rubrica dove vi svelo tutti i segreti degli arbitri.

Dopo il successo delle scorse edizioni, vi presento Andrea Mondani, livello 2 da Pistoia!

 

1. Cosa fai nella vita? Hai altri hobby al di fuori di magic?

Ho iniziato come sistemista in Regione Toscana dieci anni fa in settore in supporto alla Protezione Civile, ma negli anni al mio lavoro si sono aggiunte progressivamente altre mansioni di ogni tipo finché mi son rassegnato a dover diventare un tuttologo. Negli anni mi son dovuto occupare anche di radar meteorologici, di radio, di strumenti di misura, di procedure di gara...

Sono sempre stato uno che si annoia facilmente, quindi ho sempre riempito la mia vita di hobby di ogni genere perché avere tempo libero e spenderlo fissando un muro non è proprio nella mia indole. Negli anni ho espanso i miei interessi a tutto quello che ho potuto: i videogames - prima solo offline poi online - le arti marziali, la musica, il cinema e la lettura. Sono anche stato un cosplayer a tema Star Wars (i cosplayers di Star Wars ci tengono tantissimo a chiamare il loro hobby "customing", tendenzialmente per darsi un tono e non confondersi con tutti gli altri che hanno lo stesso hobby, cosa che trovo davvero assurda).
Faccio ancora molte di queste cose, ma l'accumulo compulsivo di hobby ha fatto sì che il tempo che vorrei dedicare ad essi è diventato più di quello che ho a disposizione e ho dovuto accantonarne alcuni, ma per quasi tutti è solo una fase e sono sicuro che torneranno di moda nella mia vita in un qualche momento futuro.

2. Da quanto tempo giochi, come hai iniziato?

A Lucca Comics 1994 c'era questo gioco nuovissimo e con un mio amico sono entrato nel tunnel. Giocavamo solo sul classico tavolo della cucina, con mazzi raffazzonati e con la posta random, quell'unico e ambitissimo Serra Angel passava di mano con una frequenza imbarazzante. Poi l'interesse è scemato quasi subito, in piena Era Glaciale, abbiamo accantonato tutto e fine. Ma è un tarlo e pochi mesi dopo ho ricominciato, con un gruppo di gioco più ampio, per poi smettere subito dopo per mancanza di voglia e tempo. Poi “tanto per” ho fatto il prerelease di Planeshift e sono impazzito perché a quanto pare le regole erano tutte cambiate e non ci capivo più niente.

Nel 2012 degli amici hanno aperto un negozio di giochi e fumetti nella mia città, e mi son detto “perché no?”, e mi son buttato subito su un GPT limited (lo arbitrava Riccardo Tulli). Sono arrivato in finale nonostante un qui pro quo simile a quello che mi uccise al prerelease di Planeshift (perché le regole erano cambiate del tutto, di nuovo)...

 

3. Da quanto sei arbitro invece, perché hai deciso di diventarlo?

...quando il mio avversario ha bloccato con un Chronomaton e l'ha tappato per la sua abilità e invece di non infliggere danno al mio attaccante me l'ha distrutto, come osavano cambiare così regole fondamentali del gioco? Era necessario correre ai ripari, anche perché nel negozio in cui avevo appena iniziato a giocare le lacune sulle regole erano imbarazzanti e votate al “secondo me”, ma il momento scatenante è stato questo, con Riccardo che non capiva (era una regola che non so nemmeno io da quanto non esisteva più) cosa avessi in mente quando sostenevo che quel bloccante non doveva infliggere danni alla mia creatura. Ho cominciato a studiarmi le regole, a fare esami di prova sul Judge Center e quando ho visto che finalmente funzionavo ho fatto la richiesta per l'esame certificandomi a Gennaio 2013.

 

4. Spiega cos’è Magic, come se stessi parlando a tua nonna.

E' come la briscola, ma ognuno ha il suo mazzo da cui pesca. E scegli te quali carte mettere nel mazzo, puoi anche avere 30 carichi di picche. Solo che la briscola cambia ogni volta che peschi, e a volte non sai nemmeno qual è il seme di briscola finché non è troppo tardi. E le figure delle carte sono più belle. E mettiamo le carte dentro delle bustine di plastica per non sciuparle. Eh, sai, ci sono carte che costano centinaia o migliaia di euro l'una. No Nonna, non mi drogo, ma probabilmente mi costerebbe meno.

 

5. Come si è evoluta la tua carriera arbitrale? Chi sono, o sono stati, i tuoi mentori e cosa ti ha spinto a diventare un arbitro di Livello 2?

Quando ho ricominciato a giocare nel 2012 l'ho presa proprio di punta, ho iniziato quasi subito a giocare i PTQ perché il gioco non competitivo non mi diverte, non mi dà la sfida che cerco. E il lato arbitrale del gioco funziona allo stesso modo, e la ricerca di sfide più interessanti e profonde mi ha portato quasi subito a cercare il passaggio di livello, per arbitrare i PTQ oltre a giocarli. Il primo mentore di una persona, sono convinto, dev'essere la voglia di migliorarsi, e la motivazione fa si che tutte le interazioni con gli altri - arbitri e giocatori – diventino un momento di mentorship, quindi non ho in mente uno specifico mentore, ho solo cercato di trarre il massimo da ogni interazione, e le più utili sono quelle con persone molto diverse da me, perché offrono un punto di vista alieno indispensabile per crescere.

 

6. Quali erano le cose che ti mettevano più in difficoltà quando hai iniziato ad arbitrare? Quali sono adesso che sei un livello 2?

Ah, i giocatori ostinati. Quelli che gli dici “funziona così” e devono chiederti se sei sicuro, che loro pensano di no, che Tex gli ha detto che…
Ora invece… arbitrare PPTQ di 20 persone da capo arbitro in solitario è una noia mortale, preferisco davvero fare altro, quindi mi invento cose e ne sperimento altre per movimentarmi la giornata. Uno dei miei esperimenti più riusciti è fare i controlli dei soli sideboard oltre ai normali deck check: faccio molti più controlli, il numero di penalità cresce – segno che è una criticità che deve essere messa sotto osservazione, i giocatori hanno una maggiore percezione della mia presenza e si sentono più tranquilli e visto che non interrompo le partite per fare questi controlli posso farli quando voglio evitando di annoiarmi.

 

7. Qual è stato il momento più bello che hai vissuto arbitrando?

Arbitrare il mio primo PTQ (Firenze – Giugno 2013), nonostante piovesse sulla Judge Station perché l'unica area della sala senza tavoli si trovava sotto il rudere di una tettoia di materiale plastico ignoto (Riccardo Tulli ebbe il privilegio di fare il test L2 in quell'occasione sulla metà non inondata di un tavolo a fianco della Judge Station), non ci fosse spazio fra i tavoli per andare a prendere le chiamate, l'umidità dell'aria fosse al 99% e avessi delle scarpe scomodissime (poi ho imparato: New Balance 574 nere).

 

8. E quale è stato invece il più strano?

A fine 2014, il mio primo GP da Judge (Milano 2014 #2), succede il finimondo: a causa di scioperi vari e per dare a tutti i giocatori la possibilità di arrivare in tempo il GP viene diviso in due, il primo con i tempi usuali ed il secondo con inizio alle 12, con la clausola che sul 7-X vieni droppato e passato automaticamente al day2. Il risultato è che tutto il team a cui sono assegnato diventa uno staff separato che gestisce il GP Verde (quello delle 12, con le slip verdi, come un noto politico italiano) di 200 persone. In pratica un PTQ piccolo. Meh.

 

9. In che modo il Programma Arbitrale ha influenzato la tua vita di tutti i giorni?

Con i nuovi PPTQ ho un sacco di weekend impegnati ad arbitrare in giro, e quindi la difficoltà principale è organizzarsi, visto che ho una famiglia. Dal punto di vista personale è cambiato tutto a causa di una ispirazione avuta per merito di Gianluca Bonacchi. Questa intuizione, che è anche diventata una recognition, ha cambiato me, e quindi la mia vita, in meglio (il testo della recognition è su Apps!)

 

10. Quanto tempo ti occupa Magic in una settimana? Qual è il tuo ruolo nella comunità arbitrale?

Faccio da circa due anni da revisore per l'edizione italiana di Cranial Insertion, da quando Donato mi ha ceduto il progetto per riuscire a seguire gli altri suoi n-mila impegni, mantengo un progetto orientato ai candidati arbitri toscani insieme a Jacopo Strati, e cerco di interagire con arbitri, giocatori e organizzatori, anche su forum e gruppi FB, quindi lo considero un impegno a tempo pieno ma intensivo e non estensivo. TL;DR: poco tempo, cercando di spenderlo al meglio.

 

Finisce qui questa intervista, grazie a tutti per aver letto e ci vediamo alla prossima con più domande ad altri arbitri. Ricordatevi di scrivermi se volete leggere un’intervista a qualcuno in particolare!