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Report 2017 - General Conference Napoli 2016
Articolo del 3-2-2017 a cura di Cafaggi Luca
Cafaggi Luca


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Benvenuti a questo report non di un torneo, ma di un' intera giornata dell'ultima General Conferece di Napoli!
Spero che questo report possa invogliare tutti a partecipare alle future conferece.

E se volete raccontare anche voi di esperienze uniche, o segnalare i racconti di un altro Judge, non esitate a contattarmi.

Mike


 

Report 2017 - General Conference Napoli 2016

 

 

 

Premetto che pensavo di condividere questa cosuccia molto prima, ma Ritardo è il mio quarto nome (il terzo è ovviamente In)… comunque finalmente ce l'abbiamo e questo è quel che conta! :D
Ho cercato di rendere il report più scorrevole e breve possibile, ma (spoiler allert) ho fallito in maniera spettacolare, per cui metto qui un piccolo riassunto per chi non avesse voglia di leggere tutto: la conference è una bella cosa, ci divertiamo imparando e impariamo divertendoci, accorrete numerosi.
Ok, so che dall'immagine non sembra divertente, ma solo perché non sono bravo a trovare immagini.

Questa per me, allora arbitro da appena quattro mesi, è stata la prima conferenza e ne scrivo per condividere le mie impressioni, in particolar modo con tutti coloro che purtroppo non hanno potuto partecipare.
L’evento è durato due giorni (sabato 26 e domenica 27 novembre) e si è articolato in più di una dozzina di diversi seminari su svariati argomenti, potenzialmente interessanti per ogni livello: dall’applicazione del JAR fino a come dovrebbe investigare un capo arbitro. A rendere ancora più bella questa iniziativa è il fatto che ogni suo aspetto ci è stato offerto: chi ha dato una mano (organizzando uno o più seminari o coordinando le operazioni) ha donato il proprio tempo e le proprie energie per puro spirito di condivisione. Non abbiamo pagato neanche l’affitto della sala, a cui ha pensato Cristiana Dionisio, la nostra coordinatrice regionale; infatti ciascuno di noi ha dovuto provvedere solo al viaggio, al vitto e all’alloggio. Purtroppo due coppie di seminari si sono svolte in contemporanea, ma niente paura: quasi tutti gli interventi sono stati filmati e verranno messi su youtube (alcuni già ci sono, ringraziamo tutti Andrea Sciarrotta), ad uso e consumo degli arbitri italiani e non; ne consiglio vivamente la visione, dato che qualunque cosa io possa scrivere sarà sempre, nel migliore dei casi, solo un surrogato. Gli unici tre seminari a non essere stati ripresi sono fra quelli cui ho assistito e mi ci soffermerò più avanti; negli altri casi mi limiterò ad evidenziare solo gli aspetti che mi hanno colpito soggettivamente.

Appena arrivato, sono stato accolto dall’atmosfera festante di persone che si rivedevano dopo tanto tempo (segno che questi eventi sono davvero qualcosa di più che semplici collage di interventi) e ho potuto finalmente incontrare tanti arbitri che in precedenza conoscevo solo virtualmente. Dopo il gioioso Buongiornissimo di Anna Cotti, che si è occupata della maggior parte degli aspetti organizzativi della conferenza, è iniziato Regular REL 101, a cura di Andrea Mondani e Federico Vecchio, nel quale abbiamo ripassato le differenze principali fra i documenti di riferimento del gioco amatoriale (JAR) e competitivo (IPG).
Nonostante la semplicità (solo apparente) degli argomenti trattati, questo seminario ha dato luogo a una delle discussioni più accese di questi due giorni. Ha costituito, per me, un ottimo modo di iniziare questa esperienza, perché mi ha ricordato che non è saggio considerare ovvio o banale alcun aspetto di ciò che facciamo e, soprattutto, che dare per scontato di essere tutti d’accordo su un argomento è un errore.
D’altra parte, credo che queste siano due delle ragioni principali per cui le conferenze arbitrali esistono.

A seguire, Non succede, ma se succede… di Luca Chiassoni e Jacopo Strati; qui l’attenzione era incentrata su quale comportamento sia opportuno adottare in una situazione in cui nessun arbitro vorrebbe trovarsi, a prescindere dal livello: un ruling sbagliato. La paura di commettere un errore durante una chiamata a un tavolo è deleteria, ma quella di ammetterlo una volta avvenuto non è da meno. Luca e Jacopo si sono impegnati a simulare delle situazioni pratiche per metterci alla prova, facendoci capire l’importanza di mantenere il sangue freddo ed essere onesti; è stato preso in esame anche il ruolo di un eventuale secondo arbitro, che assiste all’errore e deve fare in modo che venga corretto, senza però distruggere l’immagine e l’autostima del primo.

A spezzare, il Seminario Fun di Andrea Sciarrotta, al quale va una menzione speciale per aver sostituito efficacemente e con un preavviso di sole due settimane Marco Boccalari, che purtroppo non ci ha potuto raggiungere come previsto per problemi tecnici.

Dopo una pausa (completa di merenda :D ), ci siamo divisi in due sale: nella prima c’erano seminari consigliati agli L1, mentre quelli della seconda erano ritenuti più adatti agli L2+, benché ciascuno fosse libero di scegliere quelli che più lo incuriosissero.
Ero indeciso, ma poi ho saputo che sarebbero stati ripresi solo i seminari della seconda sala (Il linguaggio del corpo di Giampaolo Fadda e Alessandro Ingargiola e Hidden Card Error di Salvatore La Terra e Walter Zarà [Conference Napoli 2016 Walter Zarà - Salvatore La Terra HCEGeneral ]), quindi mi sono recato nella prima.

Nel suo Road to LvL 2, Alessandro Ventura ci ha fatto riflettere sul ruolo di un L2 e su quali siano le competenze e i requisiti che un L1 deve sviluppare per muoversi in questa direzione. Abbiamo formato dei piccoli gruppi di due o tre persone, con lo scopo di trovarci d’accordo, dialogando fra noi, su poche parole chiave che riassumessero il passaggio di livello. Dopo qualche minuto, Alessandro ha riunito i gruppi a due a due e ci ha chiesto di confrontarci nuovamente, per vedere se fossimo giunti alle stesse conclusioni; infine, ogni gruppo allargato ha condiviso con gli altri ciò che è risultato da questa serie di confronti.
È stato un bell’esercizio, anche solo per il fatto che ci ha costretti a misurarci con le idee gli uni degli altri per trovare una soluzione in un periodo temporale limitato, evitando però di prevaricarci a vicenda, mettendo così alla prova le nostre capacità comunicative e il nostro gioco di squadra.
Il resto del seminario, perlopiù, è stata una spiegazione dettagliata dei punti della checklist e dell’esame in sé, ma c’è un’idea in particolare che Andrea, secondo me, ha reso molto bene: passare a Ln (vale per tutti) non consiste nel cambiare dall’oggi al domani, bensì nell’accumulare nel corso del tempo piccoli tasselli come parte del nostro bagaglio personale. Ne consegue che superare l’esame non significa diventare qualcosa di più, ma solo riconoscere ufficialmente una preparazione che già c’è. Per questa ragione, il completamento della checklist non deve rappresentare un traguardo: si tratta solo, in un certo senso, di un effetto collaterale rispetto a ciò che davvero è determinante, ossia l’esperienza.

L’ultimo seminario del sabato a cui ho assistito è stato Scrivere articoli e report in modo utile e interessante di Lamberto Franco e Marco Storelli, i quali, come si evince dal titolo, hanno fatto del loro meglio per fornirci delle linee guida da tener presenti cimentandoci nella scrittura. Gli articoli e i report sono strumenti chiave per la crescita della comunità arbitrale, in quanto permettono di condividere la propria esperienza con un numero virtualmente illimitato di persone. Rivestono un ruolo fondamentale come fonti di informazione, soprattutto per chi non ha modo di incontrare altri arbitri con frequenza e agilità.
Non possiamo essere tutti grandi scrittori, benché a molti (me compreso) la scrittura piaccia… peccato che il sentimento non sia sempre ricambiato! In ogni caso, è una di quelle attività in cui bisogna provare e riprovare, aggiustando ogni volta un aspetto nuovo in base ai feedback ricevuti (a questo proposito, è bene ricordarci tutti che le review sul Judge Center possono essere impiegate anche per valutare il lavoro di un arbitro che ha scritto un articolo, non solo in occasione di tornei ed eventi).
Marco ci ha esposto le cinque fasi del P.O.R.C.O. (Pensa, Organizza, Rigurgita, Correggi, Ometti) animale che può aiutarci a scrivere in maniera più pulita (pun intended). Le prime due servono a focalizzarci sul messaggio che vogliamo trasmettere prima ancora di iniziare a scrivere (una mappa concettuale può essere d’aiuto), mentre nella terza buttiamo giù tutto quello che ci viene in mente. La quarta verifica che il lavoro prodotto abbia un senso e sia scorrevole e, per finire, la quinta condensa e taglia (in maniera dolorosa ma necessaria).
Lamberto ci ha dato svariati consigli, fra cui: scrivere una breve introduzione, tener conto di chi ci aspettiamo che legga, evitare l’uso eccessivo di acronimi, anglicismi e tecnicismi, citare le fonti, costruire periodi chiari, quindi fare un uso controllato di coordinate e subordinate e lasciare in evidenza la proposizione principale, utilizzare, all’occorrenza, un elenco per sostituire un periodo eccessivamente lungo (come sto facendo ora ;D ma giuro che è un caso).
Per le traduzioni, si è raccomandato di farle sempre “a mano”, nel senso di non fare troppo affidamento sui traduttori online, che a volte procurano figuracce epocali. Per concludere, ci hanno mostrato degli esempi di articoli con problemi più o meno evidenti perché li individuassimo.

Una volta riuniti tutti nella stessa sala, abbiamo avuto una breve ma interessante sessione di domande e risposte con Marco Soranno, dipendente della sezione italiana della Wizard, che ci ha invitato a scrivergli senza problemi per qualunque dubbio.

Si è concluso così il primo giorno di conference e ognuno è stato libero di gestire il resto della serata a modo suo; la maggior parte dei partecipanti ha cenato insieme in una pizzeria vicina e alcuni hanno provato le escape room prenotate su richiesta da Anna.

Ora, i più svegli di voi avranno notato che questo scritto termina qui e che quindi manca mezza conferenza… Non so se avrò modo di scrivere anche un secondo resoconto per la giornata seguente, ma nel frattempo ecco il link al video di uno dei seminari del secondo giorno, ossia Gli Shortcut di Martina Malvisi e Luca Romano [General Conference Napoli 2016 Luca Romano - Martina Malvisi SHORTCUT ]

-Luca