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Carta del Mese - Febbraio 2014 - Desecration Demon
Articolo del 28-2-2014 a cura di Scialpi Francesco
Scialpi Francesco

Tag: Carta del Mese Desecration Demon shortcut missed trigger



Desecration Demon é senza ombra di dubbio un protagonista dell'attuale Standard. Questa carta si gioca in diversi, popolari archetipi:
  • 4x in MonoBlack Devotion, e nella variante con splash verde
  • ancora in 4x in Orzhov midrange
  • 2x in Esper Midrange.

Da una analisi statistica di tutte le liste del recente PTQ Viterbo, il Demone è risultato la seconda carta più giocata della sala (il primo posto spetta alla onnipresente Mutavault). Se consideriamo che Desecration Demon è un 6/6 volante per quattro mana, alla fine c'è poco da stupirsi. Volendo fare un paragone con una carta di qualche anno fa, nessuno si è mai vergognato di giocare Abyssal Persecutor, che aveva un'abilità molto più "pesante" del Demone.

Oltre all'abilità volare, il Demone ha una abilità innescata, piuttosto particolare dal punto di vista delle regole. Analizziamola in dettaglio.

Iniziamo col dire che l'abilità non bersaglia alcunché. L'avversario non è bersagliato. Un giocatore che controlli Leyline of Sanctity può comunque sacrificare una creatura per sventare un attacco. La creatura da sacrificare non è bersagliata. È possibile sacrificare una creatura con shroud, una creatura protetta dal nero, eccetera.

Una ulteriore conseguenza dell'assenza di bersagli è che si sceglie se e cosa sacrificare in risoluzione, non in dichiarazione. Non è possibile lasciare che l'avversario dichiari le sue scelte, e fare qualcosa in risposta alle scelte.

Analizziamo ora l'abilità riferendoci in maniera più specifica alle regole "da torneo".


Chi controlla l'abilità?

Il controllore del Demone controlla anche l'abilità, sebbene risolvere l'abilità comporti una interazione con l'avversario.

Il controllore del Demone è quindi tenuto a mettere l'abilità in pila e a chiedere all'avversario se sacrifica o meno, all'inizio di ogni combattimento. È sufficiente anche un gesto semplice, come indicare il Demone con l'indice, ma non si può far finta di niente e sperare che l'avversario si dimentichi dell'abilità.

Notiamo che l'abilità si innesca sia durante il nostro turno, che durante quello dell'avversario, e che si innesca anche se non intendiamo dichiarare alcuna creatura come attaccante.


Per il controllore, l'abilità è vantaggiosa o svantaggiosa?

L'abilità o fa sacrificare all'avversario, o ci fa mettere un segnalino +1/+1 sul Demone. Si potrebbe pensare che l'abilità sia vantaggiosa.

In realtà, se l'avversario sacrifica, il Demone non prende parte al combattimento. L'abilità offre all'avversario una scelta: "Vuoi che il Demone prenda parte al combattimento? Se non vuoi, puoi sacrificare una creatura". Avere una scelta è sicuramente meglio che essere costretti a subire un attacco. L'abilità è vantaggiosa per l'avversario, svantaggiosa per il controllore.

Se non ne siete ancora convinti, chiedetevi: se non avesse questa abilità, il Desecration Demon sarebbe comunque 6/6 per quattro mana? Sicuramente no. Avrebbe forza e costituzione inferiori, oppure un costo di mana superiore. Il Demone ha stats alte, costo di mana basso e un'abilità svantaggiosa come contropartita.

Dunque, l'abilità è svantaggiosa. Una conseguenza di questo è che, se ve ne dimenticate e un arbitro lo nota, l'arbitro è tenuto a intervenire e a correggere la situazione, mettendo l'abilità in pila e assegnando un Warning per Missed Trigger. Tre Warning di questo tipo diventano un Game Loss: se giocate questa bestiola, abbiate ben presente che è stata definita una "macchina da Warning".


L'abilità e le shortcut

Supponiamo che, senza il Demone in campo, avvenga il familiare scambio di battute "Dichiaro l'attacco" – "Ok". Cosa è successo esattamente?

"Dichiaro l'attacco" è una shortcut, che significa "Se tu avversario sei d'accordo, entriamo in beginning of combat e ti cedo priorità". L'avversario che risponda "ok" ha a sua volta passato priorità.

Dato che entrambi i giocatori hanno passato priorità con la pila vuota, il gioco procede alla sottofase successiva, ovvero alla dichiarazione degli attaccanti. Il giocatore attivo dovrà dichiarare gli attaccanti prima di ricevere priorità.

Questo è il motivo per cui, dopo l'"ok" dell'avversario, non è possibile, ad esempio, animare Mutavault e attaccarci: il giocatore attivo non riceve priorità prima di dichiarare gli attaccanti.

In presenza del Demone, lo stesso scambio di battute assume un significato diverso.

"Dichiaro l'attacco" significa "Entriamo in beginning of combat, l'abilità del Demone va in pila, ti cedo priorità". Se l'avversario risponde "Ok", entrambi i giocatori hanno passato priorità, ma la pila non è vuota: c'è l'abilità del Demone. Una volta risolta l'abilità, il giocatore attivo ottiene di nuovo priorità e, ad esempio, può animare Mutavault e attaccarci. Una fase di combattimento che coinvolga il Demone dovrebbe andare pressapoco così:

"Attacco."
"OK."
"Sacrifichi?"
"Sì, sacrifico Ashen Zealot."
"Attivo Mutavault, ti meno."


Come detto prima, bisogna toccare il Demone o richiamare l'attenzione dell'avversario in qualche altro modo sull'innescata, se no è Missed Trigger, a meno che non sia stata stabilita una scorciatoia diversa.
Cosa vuol dire questo?

Ricordate quando si diceva della "macchina da Warning"? Ebbene, esiste una possibilità di scampo.

Oltre alle shortcut codificate, le Regole da Torneo (MTR 4.2) prevedono per i giocatori la possibilità di accordarsi in qualunque momento con delle proprie shortcut, ad esempio:

"Facciamo che se dico direttamente 'passo' intendiamo che tu non vuoi sacrificare per il Demone e io non voglio usarlo per attaccare".

"Facciamo che se tu non hai creature in campo, posso non mettere il segnalino e attaccare senza dichiarare l'abilità".

In questi casi, non dichiarare la trigger non comporta un'infrazione. I giocatori possono ancora interrompere una shortcut prestabilita fermando il flusso del gioco nel momento appropriato, ad esempio per giocare una creatura con flash e sacrificarla per tappare il Demone.


- Francesco Scialpi