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Report 2009 - GP Barcelona - Francesco Scialpi
Articolo del 13-6-2009 a cura di Scialpi Francesco
Scialpi Francesco

Lo scorso Gp Barcellona conta la presenza di ben sei arbitri italiani:
Riccardo Tessitori, Diego Fasciolo, Luca Simone, Gabriele Politi, Gianluigi Tognon ... e il sottoscritto (Francesco Scialpi).


Venerdì

Partenza da Ciampino, incontro Tex all'aeroporto, discorriamo del più e del meno fino all'imbarco.
In aereo, Tex dichiara di avere il superpotere di addormentarsi all'istante quando parte l'aereo.
Pura verità o pietosa scusa per evitare il Ghibaudo che scorre potente dentro di me? Preferisco non sapere...
In tutti i modi, atterriamo a Girona e poi prendiamo il bus Girona-Barcellona. Tex dorme, io guardo il paesaggio
e a una certa resto inorridito. Alcuni cartelli pubblicitari ritraggono un pugno di potenti della Terra, di cui uno é senz'ombra di dubbio Silvio Berlusconi.
Scesi dal bus, sono già le 19.00. Decisamente non c'é tempo per fare turismo, raggiungiamo il luogo del torneo.
Salutiamo gli altri italiani, nonché gli amici stranieri, io prendo parte al seminario sul metagame. A seguire, cena degli arbitri, due chiacchiere, una partita col DS, e tutti a nanna.


Sabato

Si lascia l'hotel alle 7.15, in taxi, colazione al sacco (in hotel la colazione comincia dalle 7.30).
All'ultimo momento vengo spostato dal team logistics a quello deck check.
Siamo in sei, team leader Luca Simone. In tutto due italiani, due spagnoli e due francesi.
Il primo compito della giornata é raccogliere le liste: é previsto il seating dei giocatori in ordine alfabetico, quindi il sorting viene da sè.
In realtà nasce subito una complicazione: i giocatori sono "1400, quasi 1500", 1497 per la precisione, e i tavoli della sala non bastano a contenerli tutti.
Si affronta la situazione chiedendo a quelli con tre bye di portare la lista alla judge station, anziché sedersi.
C'é comunque un bel po' di caos in questo momento iniziale. Io raggiungo subito la zona assegnatami per la raccolta delle liste, ma i miei compagni non fanno altrettanto, non so perché. Mi ritrovo da solo a indirizzare i giocatori verso i tavoli, a cercare le sedie per chi ne é sprovvisto, e raccolgo un po' più liste di quelle che mi spettavano.
Il primo turno di svizzera inizia alle 10.50, l'Head Judge Adam Cetnerowski si scusa del ritardo coi giocatori, ma sottolinea che si tratta del "Largest constructed-event to date".
Situazioni particolari della giornata:
- al secondo round, uno spettatore mi riferisce di avere visto una irregolarità: un giocatore avrebbe fatto Sanity Grinding + Twincast, e anziché fare "dieci carte - le sistemo e le metto sotto - altre dieci carte - le sistemo e le metto sotto", avrebbe mescolato le venti carte, le avrebbe sistemate e le avrebbe messe sotto.
Vado al tavolo, fermo il gioco e domando cos'é successo. Il giocatore mi risponde sicuro che ha messo dieci carte sotto, poi le altre dieci. L'opponent conferma.
Io: "Posso guardare il tuo mazzo?"
Lui: "Certo"
Prendo il mazzo, guardo le ultime venti carte. Da sotto verso sopra, trovo sette terre e tredici spell.
Io: "quando hai girato i gruppi di dieci carte, hai girato tutte terre, tutti spell, o un po' e un po'?"
Lui: "beh, un po' e un po'"
Io: "Mi ripeti come hai fatto?"
Lui: "dieci e dieci".
E' il momento di chiamare l'head judge.
Vengono fatte alcune altre domande al giocatore, poi gli viene mostrato il mazzo, con sette terre e tredici spell. Il giocatore dichiara di aver realizzato solo ora che effettivamente ha mischiato le venti carte. A questo punto, nessuno é disposto a credergli, e la DQ é servita.

- Un giocatore, secondo me in buona fede, vince la "coppa della sfiga" prendendo due game con un solo deck check. Ha delle carte addizionali nel deckbox, che come sappiamo vengono considerate parte della sideboard, e due carte uguali di un 4x con un segno molto evidente. Deck/decklist mismatch + marked cards (pattern) = sorry guy, good luck for next match.

- questa ultima storia é di seconda mano, ma ve la racconto ugualmente.
Un giocatore ha listato sette pianure e cinque isole, il deck check rivela otto pianure e quattro isole. Il deck é alquanto "da collezionista" (tutte terre di vecchie edizioni, bordo nero, anche le spell di vecchie edizioni quando possibile). Solo l'ottava pianura é a bordo bianco e appartiene all'ultima espansione. Si insinua il sospetto che il giocatore abbia iniziato il torneo con sette pianure e cinque isole, e poi abbia deciso di togliere un'isola e infilare una pianura rimediata sul luogo del torneo. A dispetto degli indizi, l'Head Judge non ritiene di dover squalificare.

I problemi più grandi della giornata, in realtà, sono due:
1) tra i giocatori spagnoli, pochissimi sanno l'inglese, e quasi sempre chiedono un arbitro che parli la loro lingua. A metà della giornata, imparo da Luca un trucco: provare a parlare italiano piano.
Detta così ricorda tanto una barzelletta sui napoletani all'estero, ma vi assicuro che funziona, e vi capiscono.
2) Il torneo va avanti con una lentezza terribile. I nove turni di svizzera, iniziati alle 10.50, terminano alle 23.10, peggio di un torneo Limited. Adam, imbarazzato, nel suo discorso finale agli arbitri dice qualcosa come "sono successe tante cose interessanti, vi vedo tutti belli pimpanti, molto meglio così che finire alle 20.00 ed essere tutti scazzati perché non é successo niente".
Diciamo che queste parole suscitano la perplessità dei presenti.
Il commento che serpeggia é che Adam é un HJ da 600 persone, non da 1500.
Comunque sia, Luca, Diego e io ci avviamo verso l'albergo (di Tex avevamo perso le tracce), stavolta senza taxi ma coi mezzi pubblici. Raggiungiamo la nostra stanza a mezzanotte e un quarto, sono talmente stanco che rimando persino la doccia al risveglio.


Domenica

Partenza sempre in taxi, ma ritardata di un quarto d'ora. Riusciamo a fare colazione in albergo.
Per il day2, sono sempre al main event, sempre ai deck check, team leader Kaja Federowicz, donna, level 2 polacca.
Durante il team meeting, ci assegna un singolare task: a fine giornata, ognuno di noi dovrebbe saper citare due fatti "personali" di ogni altro membro del team (non gli piacciono i mazzi combo, ha una fidanzata straniera...)
Anche durante la giornata, mi invita ad approfittare del flooring (o "floating" come lo chiamava lei) per parlare con gli altri arbitri e conoscerli.
Faccio una bella chiacchierata sia con lei che con gli altri membri del team.

Situazioni particolari della giornata: ben poche. Cito giusto un "ruling reverse":
un giocatore all'inizio del turno tira fuori la sideboard, senza presentarla all'avversario. Deck check, prelevo mazzo, side e deckbox, nel deckbox c'é una sedicesima carta. Quest'ultima carta non fa palesemente parte della side: é in una bustina di colore diverso, ed é una terra di colori non del mazzo. Kaja ed io intendevamo dare comunque game per deck/decklist mismatch, il giocatore non accetta il ruling e si appella. Cerco Adam, gli descrivo la situazione, lui mi fa una sola domanda: "la side era chiaramente identificabile?" "si" "I will reverse your ruling".
Direi che siamo su una "fine line", e che ci sono argomenti sia a favore della penalità che contro.

Il main event é lentino anche domenica, ma sono sei turni di svizzera, finiscono. Mi viene chiesto di arbitrare un quarto, e capito proprio con l'italiano Neri. Poi ritiro il compenso e vado in albergo a riposare. Verso le nove e trenta raggiungo Diego e Luca in camera, Tex ci raggiunge a breve. Siamo tutti un po' stanchi, ma ovviamente non esiste che ce ne andiamo da Barcellona senza fare un giro sulla rambla!
La rambla in realtà non é nulla di speciale. Ci fermiamo in un locale, per Diego e Luca paella e sangria, per Tex e me solo paella. Raggiungiamo il monumento a Colombo, che come tutti sappiamo é un italiano che per la sua impresa ha trovato i capitali all'estero. Un po' come Carlo Rubbia e il fotovoltaico cinque secoli dopo. A noi piace troppo il nucleare.
Torniamo all'hotel in taxi. Il tassista ci domanda, in italiano, "Interessa ragazza? Bella ragazza?", ma noi siamo tutti persone serie e decliniamo.


Lunedì

Anche lunedì il tempo é tiranno, Tex e io abbiamo il volo alle 14.00, che significa prendere il bus Barcellona-Girona alle 11.30. Giusto il tempo di fare colazione in albergo, gli ultimi saluti, visitiamo la Sagrada Familia (da fuori - non avevamo né tempo né voglia di visitare l'interno) e si torna in Italia.