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Report 2005 - PTQ Londra - Firenze
Articolo del 7-6-2005 a cura di Raineri Danilo
Raineri Danilo

Ecco che inizia la mia perigliosa avventura lontano dalle sponde dorate e immutabili (DCI permettendo) delle Comprehensive Rules, verso il territorio inesplorato che giace Oltre il Regolamento... ...ma per venire incontro alle mie regolamentate capacità mentali, il tutto sarà in forma di glossario. Il vostro primo PTQ – Glossario Appelli all'head judge. E' diritto dei giocatori farli, quindi non prendetevela troppo se ignorano bellamente quello che avete detto loro per avere un parere più autorevole. Cercate comunque di essere precisi ed esaurienti e forse, quando avranno la conferma che “Il biondo” è d'accordo con il vostro ruling, avranno più fiducia in voi. Vedi “Il biondo”. Barare. Il problema non verte tanto su cosa fare quando si scopre un giocatore a barare (vero?), ma come fare a scoprirlo. Anche in questo caso, nulla può sostituire l'esperienza. Osservate attentamente l'operato dei judge più esperti: a cosa prestano particolare attenzione? A quali fasi del torneo, a quali atteggiamenti dei giocatori, a quali tavoli? Identificare atteggiamenti antisportivi è sicuramente uno dei compiti più complessi, e nei quali mi sento meno preparato e meno in grado di darvi consigli. I trucchi che possono essere sfruttati per guadagnare un vantaggio immeritato sono tanti, ed ogni giorno ne nascono di nuovi. Al pari dei prestigiatori, inoltre, i bari sono gelosi dei loro metodi. Assumete sempre che un giocatore sia in buona fede, ma non siate ingenui come un simpatico arbitro alle prime armi. Conoscenza delle regole. Se non siete sicuri di quello che dite, i giocatori se ne accorgeranno, e in qualche caso cercheranno di approfittare della situazione. Cercate di avere le idee chiare sia sul regolamento, che sulle interazioni tra le carte più usate nel formato che vi trovate ad arbitrare. Sono cose su cui potete prepararvi con calma e con largo anticipo, quindi non perdete l'occasione di farlo per pigrizia. Decisioni. Se fino ad ora avete arbitrato da soli, potreste non sapere che in un evento di ampio respiro può capitare che l'head judge prenda una decisione anche in base all'opinione dei suoi collaboratori. Non abbiate paura di dire liberamente ciò che pensate, anche se in aperto contrasto con l'opinione degli altri: il vostro punto di vista potrebbe essere prezioso. Gli arbitri con cui ho avuto direttamente a che fare finora sono gente tranquilla e ragionevole, andate sul sicuro. Deck check: non è facile. Fatevi seguire da qualcuno più esperto. C'è un ottimo articolo di Diego Fasciolo al riguardo: leggetelo ed imparatelo bene. Dopo averlo imparato, cercate anche di metterlo in pratica: ad esempio, evitate di restituire il mazzo al giocatore a faccia in su, mostrando chiaramente al suo avversario la carta in fondo. E' capitato ad un simpatico arbitro alle prime armi di cui non riveliamo il nome per pietà. Al riguardo, vedi anche “Regolamento”. Dettagli. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ciò che fa la differenza sono i dettagli. Le procedure standard di un torneo dovreste conoscerle, se avete già arbitrato; quello che è davvero importante sono i dettagli che potrete imparare da un judge con maggiore esperienza. Sono cose che difficilmente troverete scritte da qualche parte (se non, in parte, nei report di simpatici arbitri) ed il modo più veloce per apprenderle è vederle dal vivo. Credetemi, è diverso leggere l'articolo “Sealed Deck” di Riccardo Tessitori o guardarlo mentre gestisce un sealed deck: per quanto l'articolo possa essere esauriente, difficilmente potrà coprire ogni particolare e prendere in considerazione ogni possibilità. Entry slip. Sapete come segnare le penalità? Un simpatico arbitro alle prime armi di cui non riveliamo il nome per pietà non ne aveva assolutamente idea. Una bella sigla della penalità con firma sulla parte frontale dell'entry slip dovrebbe aiutare lo scorekeeper a identificare a colpo d'occhio il problema; la penalità riportata per esteso sul retro lo aiuterà ad inserire i dati nel modo più veloce. Nel riportare i dati seguite la griglia che vi fornisce il DCI Reporter: nome dell'arbitro, nome del giocatore, penalità, motivo (possibilmente in inglese, è tutto valido allenamento per eventi più grandi). Errori. Ne farete, oh se ne farete. Non trascurate un aspetto molto importante, però: senza errori, difficilmente si impara. Come trarre il massimo da un errore? In primo luogo, contenete l'impatto emotivo. E' facile demoralizzarsi, soprattutto quando il nostro errore danneggia qualcuno (e quasi sempre danneggerà qualcuno, in un contesto competitivo come un ptq). Abbiate fiducia negli arbitri più esperti di voi: se siete alla vostra prima esperienza, probabilmente vi saranno assegnati compiti poco distruttivi. In ogni caso, meglio un “Non mi sento in grado di farlo” che un “Ok!” seguito da un disastro epocale. Attenzione, però: la carta del “Non mi sento in grado” non vale all'infinito, prima o poi dovrete assumervi le vostre responsabilità e mettere a frutto quanto avrete imparato. Siete lì per questo, dopotutto. Il biondo. Così potrà capitarvi di sentire chiamare il vostro head judge preferito. Meditate su come chiameranno voi, quando sarete head judge di un evento di simile portata, e sperate che siano altrettanto clementi... Pairing. Stampateli divisi in due o più fogli, in base alla lettera, usando l'apposita funzione del DCI Reporter. E' importante appenderli in luoghi facilmente accessibili e possibilmente distanti l'uno dall'altro, per evitare fastidiose code quando i giocatori andranno a consultarli. Penalità. Il discorso è spinoso. E' il mio punto debole, quindi ho dovuto chiedere spesso il parere degli altri arbitri; il consiglio è di tenere in considerazione non solo quanto scritto sulle penalty guidelines (ma attenzione, più la parte sulla filosofia che la tabellina finale...), ma anche l'impronta generale che l'head judge ha attenzione di dare al torneo. L'omogeneità tra un torneo e l'altro è importante, ma ovviamente lo è ancor di più l'omogeneità all'interno dell'evento; non volete che due giocatori vengano penalizzati in modo diverso per la stessa infrazione. Regolamento. Di solito i giocatori non hanno nessun interesse nei vostri arditi giri mentali sulle ali della priorità: vogliono sapere se funziona o no. Leggete sempre il testo delle carte interessate, o vi troverete ad affermare che l'abilità di “Yosei, the Morning Star” non bersaglia le creature che tappa. E' realmente capitato ad un simpatico arbitro alle prime armi di cui non riveliamo il nome per pietà. Sicurezza. Ai giocatori piace avere risposte chiare, precise e sicure. Se possibile, evitate il tentennamento. Questo non significa rispondere a caso alle loro domande, attenzione: semplicemente, evitate di guardare il vuoto con aria persa. Se dovete controllare qualcosa lontano dal tavolo, date ai giocatori del tempo extra e fatelo, senza starci troppo a pensare su. Lo stesso valga in quei casi in cui volete avere il parere di un vostro collega. A me piace comunque dare una risposta, prima di allontanarmi, per dare ai giocatori l'impressione che ho idea di cosa sta succedendo ed ho a cuore il loro quesito; se poi la mia risposta regge alle verifiche pratiche, bene. Altrimenti, si rettifica con il sorriso sulle labbra, senza troppa paura e spiegando il nostro errore con dovizia di particolari. Vedi anche Errori, e Stato di Veglia. Silenzio. Se l'head judge vuole silenzio, silenzio avrà. Siate generosi con le penalità: Magic è un gioco individuale, e cinque persone che parlano di Adriana Lima durante la costruzione del mazzo creano abbastanza brusio da permettere ad una sesta persona di farsi consigliare da un amico sui colori da scegliere senza venire notata. Spiegatelo a chi vi considera eccessivamente severo perché non lasciate neppure che si scambino quattro chiacchiere... Lo stesso vale durante eventuali draft, ovviamente. Stabilità emotiva. Se ne parla poco, ma è importante: non dovreste prendere a ceffoni il primo giocatore che vi risponde male, né scoppiare a piangere se vi rispondono male. Le otto ore di sonno aiutano, ma aiuta anche il non aver litigato con la suocera o ricevuto lo sfratto il giorno prima. Siate sereni ed in pace con il mondo, ma occhio allo Stato di Veglia (V.). Staff. Più ce n'è, meglio è: a questa regola non ci si sottrae. Mentre un judge controlla le liste, un altro distribuisce entry slip ed un terzo risponde ai giocatori. Provate a concentrare tutte queste semplici mansioni in una persona sola, ed in poche ore otterrete un malato mentale. Stato di veglia. Potete ottenerlo in vari modi: c'è chi preferisce otto ore di sonno, chi al contrario non disdegna quantità allarmanti di caffeina direttamente in vena. Fate come preferite, ma evitate assolutamente di arrivare in sede di torneo con addosso sonno arretrato di una settimana. I giocatori vi vogliono rapidi e precisi; i vostri colleghi arbitri vi vogliono rapidi e precisi. Cercate di essere lenti e approssimat... ops. Rapidi e precisi. Tavoli. Gli arbitri dovrebbero essere adeguatamente dispersi tra i tavoli, in modo da poter rispondere velocemente alle chiamate dei giocatori. Evitate, nei limiti del possibile, di lasciare zone della sala completamente scoperte, e cercate di non mettervi a chiacchierare amabilmente con i vostri colleghi mentre qualcuno, dalla parte opposta della sala, si sbraccia per attirare la vostra attenzione. Ai giocatori piace essere coccolati... Fine del glossario. Un simpatico arbitro di cui non riveliamo il nome per pietà vorrebbe ringraziare, in rigoroso ordine alfabetico: Igor Cattani di Seven Dragons per la puntualità dell'organizzazione e la munificenza con lo staff. Cristiana Dionisio, che ha dimostrato un notevole polso nel gestire situazioni difficili. Poi lo chiamano il sesso debole... tsé. Sandro Manfredini, uno di quelli che il regolamento lo sa. E' stato un piacere discutere con lui del Guardagiuramento di Takeno e della mancanza della trasformata di Fourier dal programma di Analisi di ingegneria... Fabrizio Maffei: ho avuto l'impressione che lui sia livello 1 solo perché qualcuno si è dimenticato di cambiare il numero sul sito... di esperienza ne ha parecchia, e si vede. Irene Quintavalle, che mi ha seguito andando incontro a distruzione fisica e psichica e mi ha dato supporto psichico e fisico. Ricambierò il favore la prossima volta: lei farà il lavoro sporco ed arbitrerà, mentre io osserverò e prenderò appunti. Marco Risso, principalmente per le sue foto sul sito e su MSN. No, davvero. Riccardo Tessitori. Sto cercando da un paio di giorni qualche appunto da muovergli, ma niente. Quest'uomo è fastidiosamente ineccepibile. Per questo lo amo: Cristiana ed Irene mi perdonino se sono esplicito, ma certe cose vanno dette.