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Shortcuts – Usi e abusi (traduzione)
Articolo del 3-2-2006 a cura di Raineri Danilo
Raineri Danilo

Shortcuts – Usi e abusi

Traduzione dell'articolo originale di David Vogin, Level 3

Mi collegherò all'eccellente articolo di Justus (“Ruling by Intent”) estendendone la parte finale, che trattava di scorciatoie.

Cos'è una scorciatoia?

I problemi legati alle scorciatoie sono talora relativi alla comunicazione, talora alle intenzioni.

Un giocatore ritiene che, ad un certo punto della partita, sia inutile dare troppi dettagli o informazioni su cosa sta facendo, di solito per velocizzare il gioco. Riassume di conseguenza parecchie frasi in una parola, in un attimo di silenzio o in un gesto... Per estensione, possiamo assumere che qualsiasi atteggiamento o parola che si riferisca ad aspetti tecnici della partita in corso ma che non abbia un significato ufficiale sia una scorciatoia.

Ci sono parecchi tipi differenti di scorciatoia:

  • Scorciatoie che “fluidificano” il gioco:

    • non dire esplicitamente all'avversario che si sta saltando una fase o una sottofase (ad esempio, pescare subito dopo aver stappato) o non passare la priorità quando si dovrebbe (se, ad esempio, l'avversario non ha permanenti stappati...)

    • passare la priorità dopo aver giocato una magia (guardando l'avversario e non dicendo nulla, ad esempio) o passare il turno (indicando l'avversario)

  • Scorciatoie comunemente ammesse

    • Le versioni orali includono frasi come “E' il mio turno?”, “vai!” o “fase di combattimento?”…

    • Indicare un permanente con una magia per esplicitarne il bersaglio; non menzionare il bersaglio di una magia quando sia ovvio (quando si gioca Ancestral Recall, ad esempio)

  • Scorciatoie per educazione

    • Stringere la mano invece di dire “Concedo”...

Le scorciatoie sono per loro natura ambigue poiché possono facilmente generare una serie di situazioni confuse e problematiche, che vanno ad aggiungersi a tutti i problemi di comunicazione che già normalmente si verificano durante una partita. Rendono ancora più difficile capire dove sia il problema in una situazione di scarsa comunicazione, e talora mascherano le reali intenzioni dei giocatori.

Tuttavia, sono necessarie: non usare scorciatoie renderebbe il gioco poco gestibile, poiché tutti i giocatori dovrebbero conoscere ogni fase e sottofase e dovrebbero annunciarle tutte, a turno. Teniamo presente che, in teoria, sarebbe necessario passare la priorità otto volte durante un turno nel quale si decida di non fare nulla...

Filosofia Generale

Come Justus ha già spiegato, quando è necessario formulare un giudizio in base alle intenzioni, è necessario valutare due criteri:

  1. L'intenzione del giocatore

  2. Il possibile vantaggio guadagnato

La principale differenza tra l'intenzione e la scorciatoia è che non ci si può fidare completamente dell'intenzione del giocatore poiché viene coinvolta una differenza percettiva. Nella maggior parte dei casi, poiché le scorciatoie si basano sulla comunicazione, si avrà a che fare con due versioni differenti; ogni giocatore difenderà il significato che intende attribuire alla scorciatoia. Inoltre, è bene ricordare che mentre i giocatori aspettano l'arrivo dell'arbitro, hanno il tempo di decidere quale sia il significato più vantaggioso che conviene loro attribuire alla scorciatoia che hanno utilizzato. Infine, in alcuni casi essi stessi non sanno di aver utilizzato una scorciatoia e non conoscono le regole che essa implica.

Se si ha la necessità di dare un giudizio che si basi su una scorciatoia, il modo migliore di farlo è determinare il significato più logico della scorciatoia stessa (come nelle altre situazioni legate a problemi della comunicazione), e poi applicare il criterio delle intenzioni: “Un giocatore non può ottenere un vantaggio in base alla scorciatoia utilizzata”.

Bisogna, quindi, sempre ricordare che i giocatori usano le scorciatoie a proprio rischio e pericolo. Se creano confusione o situazioni di scarsa comunicazione, sono gli unici responsabili.

Es 1: Il giocatore A tappa 3 paludi e dice “pompo”, indicando la sua Looming Shade. Anche se A sostiene di aver voluto passare la priorità tra ogni istanza dell'abilità che incrementa forza e costituzione, ha scelto di usare una differente scorciatoia (e non ha detto esplicitamente o comunque lasciato a intendere di voler passare la priorità), e quindi non gli deve essere consentito di tornare indietro. In base al secondo criterio, quello delle intenzioni spiegato nell'articolo di Justus, è ovvio che non si può lasciar sopravvivere la creatura di A dal momento che, a causa della sua scorciatoia (“gioco approssimativo”), ora sa che B ha in mano un Incinerate.

Es 2: A attacca con una creatura 5/5 con Travolgere. B blocca con una creatura 2/2. A dice: “Danni in pila?”, B risponde “va bene”. A a questo punto dice “prendi tre danni”, ma B afferma di voler giocare una Giant Growth sulla sua creatura.
In questo caso, “danni in pila?” significa chiaramente “Passo la priorità nella sottofase di assegnazione dei bloccanti, se neppure tu hai nulla da giocare, possiamo assegnare il danno”. “Va bene” significa “Anche io passo la priorità, procediamo alla sottofase di assegnazione del danno”; e “prendi tre danni” significa “Decido di assegnare 2 danni alla tua creatura e 3 a te, se non hai nulla da giocare il danno viene assegnato e tu perdi tre punti vita”.
Come conseguenza di aver esplicitato quelle scorciatoie, ora è chiaro che (1) né A né B possono affermare che A abbia assegnato più di due danni alla creatura bloccante; e (2) B non può affermare di aver giocato la propria crescita gigante prima di aver assegnato il danno.

Caso esemplare: Icy Manipulator & Ball Lightning

Questa situazione è molto famosa poiché esiste dal blocco Era Glaciale e ci è voluto un po' di tempo perché gli arbitri trovassero un modo consistente per gestirla. Ovviamente funziona anche con altre carte, come Twiddle, e con tutte le creature con Rapidità.

Come tutti sappiamo, per passare dalla prima fase principale alla fase di combattimento, entrambi i giocatori devono cedere in sequenza la priorità. A quel punto sono nella sottofase di inizio del combattimento, la prima sottofase della fase di combattimento, nella quale entrambi i giocatori possono nuovamente passare in sequenza per entrare nella sottofase di dichiarazione degli attaccanti. Se uno dei due giocatori gioca qualcosa, restiamo nella fase o sottofase in cui eravamo, di modo che se il giocatore non attivo gioca una magia o un'abilità dopo che il giocatore attivo ha passato la priorità nella sua fase principale, rimaniamo nella fase principale del giocatore attivo e quest'ultimo può giocare stregonerie o magie come creature o equipaggiamenti.

Una situazione tipica vede il giocatore A con in gioco una creatura mentre l'avversario controlla un Icy Manipulator. A dice “attacco?” (o “combattimento?”), in quel momento B usa il suo Icy Manipulator per tappare la creatura di A. A questo punto A afferma di essere ancora nella propria fase principale, di poter giocare una creatura con rapidità ed attaccare con essa.

Come arbitri, il nostro compito è capire cosa significhi “attacco?”, il che non è ovvio. Ci sono due soluzioni possibili:

  1. “Sono nella mia fase principale e passo la priorità; se non hai niente da giocare entreremo nella fase di combattimento”

  2. “Sono nella mia fase principale e passo la priorità; assumo che tu non abbia nulla da giocare adesso e procediamo sino alla mia fase di combattimento. Passo nuovamente la priorità nella sottofase di inizio del combattimento, se non hai nulla da giocare dichiarerò le creature attaccanti”.

L'opzione (1) è seducente. Sembra più semplice della (2) poiché concerne il rimpiazzare “cedo la priorità” con “attacco?”. E' come ipotizzare che A non abbia usato una scorciatoia, ma solo linguaggio lievemente improprio.
Va bene, prendiamo questa per buona.
Ora abbiamo due opzioni: dare il nostro ruling direttamente contro B (A era ancora nella sua fase principale poiché B ha giocato qualcosa) o assumere che B abbia commesso un errore tecnico sul timing e valutare le sue intenzioni. Se esaminiamo le intenzioni di B, noteremo che adesso ha il vantaggio di sapere che A ha in mano un Ball Lightning, quindi gli diamo torto.

Così, come risultato della scarsa chiarezza di A, a B non sarà concesso di attaccare con la sua creatura con rapidità. L'unico modo che B avrebbe potuto utilizzare per sfuggire al trucco sarebbe stato rispondere all'“attacco?” di A con “Va bene, entriamo nella tua fase di combattimento”, cioè esplicitare la scorciatoia e spiegare che significato aveva intenzione di attribuirle...

L'opzione (2), tuttavia, non è così stupida.

Cambiamo lo scenario. Se non ci fossero Icy Manipulator sul tavolo, le tre opzioni possibili sarebbero state:

(a)
A: “combattimento?”
B: “Ok”
A: -tappa le creature attaccanti - “attacco”

(b)
A: “dichiaro gli attaccanti?”
B: “Ok”
A: -tappa le creature attaccanti

(c)
A: “combattimento?”
B: “Ok”
A: -tappa le creature attaccanti

L'opzione (a) suona davvero strana. Il giocatore A conosce le fasi e le sottofasi, e si ostina a mostrarlo nonostante rallenti l'azione, poiché non c'è ragione di farlo. Nonostante questo, usa un linguaggio improprio e confuso. Nella vita reale, comunicazioni di questo tipo non avvengono quasi mai.

Le opzioni (b) e (c) possono essere unite. E' esattamente ciò che accade nel 99.99% delle partite: i giocatori giocano velocemente e non prestano attenzione alle scorciatoie che utilizzano.

Per riassumere, è chiaro che se non c'è modo di tappare una creatura sul tavolo, “attacco?” è una scorciatoia che indica che A sta per tappare le sue creature attaccanti, cioè l'opzione (2).

Per quale motivo il significato di una parola dovrebbe cambiare in funzione delle carte in tavola?

Non c'è una ragione precisa, e dovremmo sempre assumere che “attacco?” significhi “sono nella mia fase principale e passo la priorità; assumo che tu non abbia nulla da giocare in questo momento e di conseguenza procedo alla mia fase di combattimento. Cedo la priorità nella sottofase di inizio del combattimento: se non hai nulla da giocare, dichiaro gli attaccanti”.

Di conseguenza, per evitare che A tragga un vantaggio dall'uso di una scorciatoia, dobbiamo assumere che B abbia usato il suo Icy Manipulator nella sottofase di inizio del combattimento di A.

D'altra parte…

Consideriamo la stessa partita.
B ha scelto di non tappare nessuna delle creature di A prima del combattimento.
A attacca con una creatura 2/2, indi ha luogo la seguente conversazione:

B: “Prendo due danni. Passi?”
A: “sì”
B: “OK, alla fine del tuo turno, ti tappo l'isola”

A a questo punto chiama l'arbitro e sostiene che B, dicendo “Passi?”, intendesse affermare di non voler giocare nient'altro in questo turno, e di conseguenza non gli dovrebbe essere consentito di tappare l'isola.

Nuovamente, il fulcro della questione è determinare l'esatto significato della scorciatoia utilizzata.

Tecnicamente, in quel punto della partita ci sono svariati possibili significati per la frase “Passi?”.

A vorrebbe attribuire il significato “Finiamo questo turno e procediamo al mio”, che è comunque una sorta di scorciatoia a sua volta.

B intendeva probabilmente dire “hai qualcos'altro da giocare durante il tuo turno?”, che può anche essere interpretato come “cederai la priorità senza giocare nulla durante ognuna delle prossime fasi/sottofasi del tuo turno?”

Se consideriamo l'interpretazione di B, possiamo dire che ha ottenuto un vantaggio utilizzando una simile scorciatoia? Ha preso l'iniziativa ed ha chiesto, ma cosa sarebbe successo se non l'avesse fatto? A avrebbe ceduto la priorità durante ognuna delle proprie fasi/sottofasi e B avrebbe ceduto di conseguenza la priorità fino alla sottofase di fine turno. A è il giocatore attivo, così deve comunque essere il primo a cedere la priorità e adesso è chiaro che B non ha tratto nessun vantaggio dall'utilizzo di questa scorciatoia. Di conseguenza dovremmo consentirgli di tappare l'isola.

Fornire informazioni false

Alcune scorciatoie possono, intenzionalmente o meno, divenire lo strumento per fornire all'avversario informazioni false.

Quando questo non è intenzionale, i giocatori finiscono per non essere più d'accordo sullo stato del gioco e, come ho spiegato prima, il giocatore che ha utilizzato la scorciatoia sarà ritenuto responsabile e all'avversario sarà data la possibilità di giocare come se non fossero state usate scorciatoie.

Nonostante questo, ci sono sempre giocatori che cercano di usare una scorciatoia per ottenere un vantaggio. Gli esempi dell'Icy Manipulator o del Trample sono casi che possono essere sfruttati per generare confusione e per abusarne, ma ce ne sono altri:

Il giocatore B controlla un Wild Mongrel ed un Basking Rootwalla. Il giocatore A gioca un Boneshredder, lo posiziona sul tavolo vicino al Mongrel e dice “Shredder?”
Ancora una volta, come nel caso dell'Icy Manipulator, A ha ingannato B: se B risponde scartando una carta per far diventare nero il proprio Mongrel, dovrà convincere l'arbitro che “Shredder?” non significa “Gioco Boneshredder, hai delle risposte?”, ma “Gioco Boneshredder, assumo che tu non abbia risposte e, posizionandolo vicino ad una delle tue creature, indico che la sto scegliendo come bersaglio per l'abilità che si innesca quando entra in gioco, hai intenzione di giocare qualcosa prima che si risolva quest'ultima abilità?”.
Intenzionalmente o meno, posizionando lo Shredder vicino al Mongrel, A ha dato a B informazioni false: “Ho intenzione di bersagliare il tuo Mongrel con l'abilità del mio Shredder” (in un contesto più informale, questo gesto potrebbe addirittura essere percepito come scarsa conoscenza del gioco da parte del giocatore A, poiché sembra ignorare le priorità).
Ovviamente, l'obiettivo di A è ingannare B per sapere se ha intenzione o meno di scartare una carta. Invece di tenere la carta in mano o di posizionarla in una zona neutrale dell'area di gioco, tuttavia, crea una situazione di gioco confusa posizionandola sul tavolo in modo da far credere a B di stare usando una scorciatoia.
Ovviamente, A adesso è il responsabile della confusione e dovremmo comportarci come se A avesse effettivamente scelto il Mongrel come bersaglio per l'abilità.

Attenzione: molti arbitri tendono ad assumere che, non appena si incontri una situazione di comunicazione imprecisa, sia necessario tornare indietro nella partita fino al momento in cui entrambi i giocatori erano d'accordo sullo stato del gioco. Questo è vero solo per quelle situazioni nelle quali i giocatori dissentono su ciò che uno di essi ha detto, o quando nessuno dei due è realmente responsabile per la confusione. Se uno di loro sceglie di usare una scorciatoia che genera confusione, dovrebbe essere ritenuto responsabile ed il gioco dovrebbe essere fatto proseguire, senza tornare indietro.

Ancora peggio:

Il giocatore A fa l'attacco finale (o almeno così crede). Il giocatore B, a questo punto, rivela la propria mano e dice “Sei stato molto fortunato!”, dispone le proprie carte a faccia in su sul tavolo ed aspetta. A raccoglie le proprie carte e le rimescola nel mazzo. A questo punto, B chiama un arbitro e dice che il suo avversario ha ammucchiato le carte senza che la partita fosse finita.
In questo caso, il dovere dell'arbitro è considerare l'atteggiamento di A come una chiara scorciatoia che indica la concessione e, se questo non fosse il caso, quel comportamento sarebbe un modo per fornire all'avversario un'informazione falsa.

Ho visto accadere una situazione simile. Ovviamente, dobbiamo prendere in considerazione il fatto che dare deliberatamente informazioni false all'avversario è da considerarsi barare. Per questo motivo, poiché abbiamo scoperto che il giocatore B ha deliberatamente cercato di convincere l'avversario di aver concesso, e poi ha cercato di affermare di non averlo fatto, abbiamo deciso di squalificarlo.

Ma potrebbero esserci delle differenze più sottili:

Ricordate il caso di “Passi?”? Abbiamo assunto che il giocatore B abbia usato una scorciatoia per accelerare il turno di A. Tecnicamente, abbiamo detto che non ha ottenuto nessun vantaggio per il suo gesto, ma possiamo comunque pensare che abbia dato ad A delle informazioni false: non potremmo pensare che “Passi?” significhi “se hai finito il tuo turno, possiamo procedere al mio?”, il che potrebbe anche indicare che B non ha più nulla da giocare nel turno di A.

Consideriamo un esempio piuttosto simile:

A attacca B con un token elefante 3/3.
B: “Blocco con il mio token 3/3. Danni?”
A: “Va bene.”
B: “Ok, prima che assegnamo i danni, gioco Incinerate sulla tua creatura”.

Fareste giocare a B la sua magia?
Secondo una indagine informale che ho fatto, circa l'80% degli arbitri non farebbero giocare a B l'Incinerate. D'altra parte, più o meno la stessa percentuale farebbero giocare qualcosa a B nell'esempio “Passi?”.

Perché una simile differenza intuitiva tra due casi molto simili?
Per la maggior parte degli arbitri, “Danni?” significa “se non fai nulla non faccio nulla” ed è di conseguenza considerato un modo per far pensare ad A che B non ha nulla da giocare (“fornire informazioni false”), in modo che A possa decidere di giocare qualcosa che non avrebbe giocato altrimenti (Predator Strike, ad esempio). Quindi, poiché A non ha giocato nulla nonostante credesse che B avrebbe fatto altrettanto, B è stato più fiducioso nel suo giocare l'Incinerate, per cui non dovremmo lasciarglielo fare.

Al contrario, possiamo considerare universalmente riconosciuto che “Passi?” non implichi che B non ha nulla da fare nel turno di A. Perché? Onestamente non ho nessuna argomentazione convincente da offrire. E' una considerazione piuttosto debole, ma i giocatori generalmente considerano la loro sottofase di fine turno come parte del turno dell'avversario, poiché è una sottofase in cui l'iniziativa è in genere del giocatore non attivo. Di conseguenza, “Passi?” è in pratica una scorciatoia per “Saltiamo alla tua sottofase di fine turno” e non per “Saltiamo al mio turno”.

Sempre più divertente: scorciatoie imposte dalle regole!

Come ho detto in precedenza, le scorciatoie sono di solito sorgente di confusione. Gli arbitri le tollerano per parecchi motivi pratici, ma ogni volta che un ruling relativo ad una mancanza di comunicazione coinvolge una scorciatoia, il giocatore che ha usato la scorciatoia sarà ritenuto responsabile per la situazione, ed il ruling sarà probabilmente contro di lui...

Nonostante questo, nelle Comprehensive Rules, nella sezione 421 sulla gestione dei loop infiniti, possiamo trovare questo:

421.2. If the loop contains one or more optional actions and one player controls them all, that player chooses a number. The loop is treated as repeating that many times or until the other player intervenes, whichever comes first.

Sì, le regole dicono chiaramente che in questo caso è necessario usare una scorciatoia...

E adesso, qualcosa di ancora più interessante: cosa fareste se, cinque minuti prima della fine del round, un giocatore smettesse di usare scorciatoie e giocasse seguendo alla lettera le regole, chiedendo all'avversario se ha intenzione di concedere la priorità ogni volta che è necessario farlo?

Ovviamente, il giocatore sta giocando lentamente di proposito, probabilmente per non portare a termine una partita che sa di perdere. Suona proprio come “Un giocatore gioca in modo intenzionalmente lento per sfruttare il limite di tempo”, frase che potete trovare nelle Penalty Guidelines, sotto Cheating – Stalling, No? Ovviamente, dovreste applicare la penalità appropriata...

Ho già detto che le scorciatoie tendono per natura ad essere ambigue?

Finiamo con un esempio bizzarro

Questo viene da una mia esperienza, ed è l'unica volta in cui ho visto qualcuno non usare scorciatoie durante un intero turno, con un valido motivo per non farlo.

Il giocatore A è un giocatore esperto, ed anche un arbitro locale.
Il giocatore B ha 13 anni e sta probabilmente giocando in uno dei suoi primi tornei.

Il torneo è un PTQ. E' la terza partita ed il vincitore avanzerà ai top eight, mentre il perdente non ce la farà.

B vincerà nella prossima fase di combattimento poiché controlla una creatura volante che A non può bloccare. Tuttavia, A può vincere se B non sacrificherà una creatura 1/1 da lui controllata per guadagnare un punto vita.

Ecco come si svogle il turno di A:

A: “mantenimento, cedo la priorità, tu la cedi?”
B: “Errrr… sì (??)”
A: “sottofase di acquisizione, pesco, cedo la priorità, tu la cedi?”
B: “sì (???)”
A: “Fase principale, cedo la priorità, tu la cedi?”
B: “sì (???)”
A: “Sottofase di inizio del combattimento, cedo la priorità, tu la cedi?”
B: “sì (???)”
A: “Ok, ti attacco con questa creatura, cedo la priorità, e tu?”
B: “sì (???)”
A: “Bene, non penso tu abbia bloccanti legali. Cedo la priorità, tu cedi la priorità?”
B: “sì (???)”
A: “Sottofase di assegnazione del danno. Cedo la priorità, la cedi?”
B: “sì (???)”
A: “Ok, risolviamo il danno, prendi due danni e sei morto”
B: “no, posso sacrificare questo per guadagnare un punto vita”
A: “mi dispiace, troppo tardi, dovevi farlo prima”

Da un punto di vista esterno, sembra che A, non usando scorciatoie, abbia l'intenzione di creare confusione nel gioco e prendere il sopravvento in modo da far perdere l'avversario in mezzo al flusso di informazioni che gli ha dato. Almeno, questo è quello che lo staff di arbitri del torneo hanno assunto poiché hanno dato a B la possibilità di sacrificare la propria creatura per poi attaccare e vincere.

Io ero l'head judge e continuo a considerare quel ruling come uno dei miei peggiori.

Pensiamo a cosa sarebbe successo se A avesse usato scorciatoie:

A: -pesca- “attacco?”
B: “certo”
A: -tappa la creatura-
B: “non blocco”
A: “allora sei morto”
B: “no, sacrifico la mia creatura”

Da tutti i punti di vista, è chiaro che B avrebbe potuto sostenere che la scorciatoia di A gli abbia negato la possibilità di sacrificare la creatura fino a che non fosse stato troppo tardi.

Ovviamente, B è stato destabilizzato dall'afflusso di informazioni, ma l'unica altra possibilità di A era di concedere, e ciò è questo che rende Magic un gioco che non si basa solo sulla fortuna: il giocatore più esperto ha maggiori possibilità di vittoria…

Spero che tutto ciò vi sia utile!

David VOGIN
david.vogin at wanadoo.fr